Dalla Regione altri 9 milioni per un Lazio più creativo

Il Bando Creatività 2020 presentato oggi è un altro passo per una Regione Lazio sempre più forte nel settore della creatività. Già oggi con 14.6 miliardi di valore aggiunto, 206 mila lavoratori e 41 mila imprese l’industria creativa del Lazio è un pezzo rilevante della nostra economia. Questo bando, indirizzato alle industrie creative digitali, ne aiuterà lo sviluppo in settori quali l’audiovisivo, lo spettacolo dal vivo, l’intrattenimento, il restauro e la tutela del patrimonio culturale. Favorendo l’integrazione tra le imprese per aiutarle a ‘stare’ sui mercati e aprendo un cantiere di grande interesse, la creatività digitale applicata ai servizi di interesse pubblico come la medicina, la salute e il benessere personale. Spero che le imprese colgano questa occasione così importante e che questi 9 milioni di fondi europei siano volano per investimenti ed iniziative e per riqualificare e rafforzare, attraverso la creatività, il tessuto produttivo e imprenditoriale del nostro territorio. Quando cominciammo questo percorso di investimenti nella creatività – con Roma Provincia Creativa e poi con Lazio Creativo – eravamo a volte guardati con stupore. Oggi si capisce che la strada della creatività è una di quelle per rilanciare lo sviluppo. Continuiamo, quindi, ad investirci.

Ho firmato il referendum su Atac

Ho firmato il referendum su Atac promosso dai Radicali perché il gestore del servizio di trasporto pubblico locale sia scelto con una gara a partire dal 2019. È un referendum che parla di regole, di Europa, di concorrenza, di innovazione, di cambiamento. Tutte parole di cui Roma ha un gran bisogno. Si apra ora nel PD un grande cantiere di lavoro – che coinvolga gli iscritti e le tante eccellenze accademiche e professionali della città – per arrivare ad una proposta che affronti i veri nodi che entrano in gioco in una gara come questa: tutelare i lavoratori di Atac, assicurare qualità del servizio e prevedere meccanismi di garanzia per gli utenti, definire il livello degli investimenti da condurre, prevedere strumenti di controllo perché l’operatore rispetti tutti i suoi impegni. È questa la sfida per il PD a Roma nei prossimi mesi.

Continuiamo a investire nelle politiche giovanili

I dati sulla condizione giovanile in Italia pubblicati ieri dalla Commissione europea – quasi un giovane su 5 non lavora, non studia e non cerca un impiego – impongono una riflessione seria e urgente sulle politiche giovanili e su come rafforzarle sul nostro territorio, partendo da un’esperienza che è già importante. La Regione Lazio in questi anni ha infatti lanciato diverse iniziative in questa direzione e il loro successo dimostra non solo una visione moderna delle politiche per i giovani, ma quanto bisogno ci sia di un’azione in questo settore. Penso, in primo luogo, ai 17.086 giovani che hanno sottoscritto un contratto di lavoro grazie a Garanzia Giovani. E poi al Fondo per la Creatività che ha già permesso la nascita di più di 80 nuove imprese nei settori delle industrie creative; alla reinvenzione di spazi come l’Officina Pasolini; e alla rete dei FabLab che è stata avviata. E, ancora, ai libri di Lazio Creativo che raccontano una ‘scena’ regionale piena di talenti under 35; al programma Torno Subito, 24 milioni di euro nel solo 2017, che ha già permesso ad oltre 4 mila ragazzi di formarsi in esperienze altamente qualificate all’estero; sino ai 60 milioni di euro di fondi europei stanziati per far nascere e crescere start up innovative. E si potrebbe continuare. Sono iniziative strategiche nel lavoro della Giunta Zingaretti di questi anni e che compongono un quadro molto definito. Sono convinto sia un punto essenziale e qualificante dell’azione di governo di questi anni. Mai come oggi le politiche giovanili sono un fil rouge che attraversa tutta la società: sono politiche che in questa fase parlano ai figli, ai padri, alla competitività complessiva di un territorio. Sono, più ancora, politiche attorno alle quali si ricostruisce il senso di una comunità innovativa e dinamica, requisito per ricominciare a crescere.

Anno del patrimonio culturale, un’opportunità da cogliere

I numeri resi noti dal Mibact sugli ingressi nei musei e nelle aree archeologiche del primo semestre 2017 sono un’ottima notizia. Il record di visitatori nei primi 6 mesi dell’anno è anche il risultato della maggiore autonomia gestionale dei musei statali e dell’apertura a manager stranieri qualificati. Si tratta, una volta di più, dell’importanza di innovare nel campo della cultura. Il Lazio è la regione al top in Italia in questa classifica: gli oltre 10 milioni di visitatori e gli incassi per 36 milioni di euro ci dicono che la strada è quella giusta. Bisogna continuare a percorrerla, usando le nuove tecnologie per migliorare l’esperienza museale, aumentarme gli spettatori, rafforzarne la capacità di fare economia – oltre che cultura. In tutta Europa i musei sono le istituzioni che hanno maggiore credibilità: per questo vanno rafforzati e ne va potenziato il ruolo di ‘costruttori’ di comunità. La Regione Lazio si è mossa in questa direzione annunciando investimenti per oltre 40 milioni di euro attraverso il Distretto Tecnologico per i Beni e le Attività Culturali. E un’occasione da non perdere è il fatto che il 2018 sarà anno europeo del patrimonio culturale. Ho depositato una mozione in Consiglio regionale per accendere i riflettori su questa opportunità. Mi auguro che sia stimolo per progettare iniziative e manifestazioni e dare ancora maggior impulso alla valorizzazione, anche economica, del nostro patrimonio culturale, unico al mondo.

Città della Cultura nel Lazio, sono 73 i comuni in gara

Si è appena chiuso il bando per scegliere la prima Città della Cultura della Regione Lazio: 28 sono le domande arrivate, ben 73 i Comuni che hanno partecipato – molto spesso scegliendo di collaborare nella presentazione del progetto. E’ un ottimo risultato e ci conferma che c’era bisogno di questo nuovo istituto. La competizione ha infatti attivato la capacità progettuale dei comuni e ha visto il coinvolgimento di molti altri attori. Come promotore della legge che ha istituito la Città della Cultura della Regione Lazio sono molto soddisfatto e penso che dobbiamo continuare su questa strada, potenziandola negli anni davanti a noi. Le esperienze internazionali dimostrano infatti che ‘essere’ Città della Cultura ha precisi effetti, molto positivi: attiva nuovi flussi turistici, rafforza il senso di identità e di appartenenza nella popolazione, contribuisce alla creazione di un brand cittadino vicino ai temi della cultura, della creatività e della sostenibilità. Tutte cose importanti per il Lazio e i suoi comuni e in piena sintonia con altre iniziative della Giunta Zingaretti, a partire da quel programma “Visit Lazio” che ha l’obiettivo di far scoprire il Lazio meno conosciuto. Voglio ringraziare l’Assessore alla Cultura Lidia Ravera e lo staff dell’assessorato per tutta la collaborazione al processo e per il lavoro che stanno svolgendo. Ora parte la valutazione per scegliere il progetto e individuare la Città della Cultura 2018 nel Lazio. Vinca la migliore.