Verso la Programmazione 2014-2020, il caso Lazio

Diversi elementi spiegano perché, in occasione della programmazione comunitaria 2014-2020, il Lazio abbia reimpostato il proprio approccio ai Fondi Strutturali.

Vi è, innanzitutto, la consapevolezza di un track record amministrativo mediocre. Si esce da un periodo 2007-2013 travagliato, con una storia di ‘revisioni’ e rapporti complessi con Bruxelles1; di interventi ‘incagliati’ , come quelli di ingegneria finanziaria; di un profilo di spesa lento, che collocava il Lazio tra le regioni fanalino di coda sul punto.

Un secondo elemento caratterizzante la ‘circostanza’ della Regione Lazio è stato, poi, l’insufficiente raccordo dell’intervento europeo con quello regionale. Tra i due non c’è mai stato un quadro unitario. La strada regionale e quella comunitaria non si sono incontrate e, nel prevalere di logiche ‘a canne d’organo’, si è pregiudicato il consolidarsi di una massa critica degli interventi finanziati: i due canali di intervento non si sono sommati.

Un aspetto che ne porta con sé un altro, quello del ‘riconoscimento’ di un impatto limitato dei fondi europei sull’ economia territoriale, di una loro quasi ‘invisibilità’2. Pensiamo solo a quanto è difficile, anche dopo diversi periodi di programmazione, legare la realizzazione di azioni emblematiche alla dimensione europea e indicare le specifiche attività realizzate ‘grazie’ alle risorse comunitarie. Indicatori tanto sintomatici quanto significativi di aspetti problematici più generali quali la polverizzazione delle risorse e l’assenza di integrazione progettuale […]

Qui il pdf per leggere il testo completo Verso la Programmazione 2014-2020 il caso Lazio – G.P. Manzella

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