Fruire i beni culturali con nuove tecnologie, il progetto della startup Oniride

 

“Viviamo in una Regione ricca di siti di interesse storico, artistico e culturale. Alcuni di essi sono ben noti e visitati da tutto il mondo; altri, invece, quasi sconosciuti. Di sicuro, tutti potrebbero essere valorizzati meglio e rappresentare un’opportunità per la Pubblica Amministrazione e per gli operatori del settore” spiega Mitchell Broner Squire, uno dei tre soci fondatori della startup Oniride che ha da qualche giorno saputo di essersi aggiudicata il bando da 30mila euro del fondo per la creatività della Regione Lazio.

Con Andrea Giansanti e Fabio M. Teolis, poi raggiunti da altri due soci finanziatori Olimpia e Giona Fiorentino, ha creato Oniride nel 2014. Ragazzi non ancora trentenni, uniti dalla passione per i beni culturali e per le nuove tecnologie.

Incontriamo Mitchell a Roma, nell’ufficio vicino San Pietro che hanno messo su da pochi mesi. Hanno partecipato al bando di Lazio Creativo con altre 641 aziende del territorio. Il loro progetto di ricerca nella tecnologia della realtà virtuale e aumentata a servizio del patrimonio culturale è tra quelli che hanno ottenuto un punteggio più alto nella graduatoria. Oniride ha in corso lo sviluppo di una piattaforma multimediale completa di realtà virtuale, con dispositivi sia di mercato sia proprietari, per la fruizione di fedeli ricostruzioni tridimensionali immersive di siti archeologici e l’esplorazione di spazi e beni del patrimonio.

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“Perché non rivolgersi alle più avanzate tecnologie immersive per promuovere, valorizzare e conservare il nostro patrimonio più prezioso? A maggior ragione in questo momento storico in cui esse offrono strumenti di pregio a costi abbordabili, con la possibilità di generare entrate economiche significative per gli enti gestori, da reinvestire poi in conservazione, promozione e potenziamento dell’offerta culturale. Siamo sicuri che oggi cultura e tecnologia possano intrecciare fra loro un circolo virtuoso come mai prima”.

Come avete fatto ad avviare la vostra attività?

Abbiamo impiegato passione e risorse personali. Sicuramente il bando della creatività della Regione Lazio ci darà ora un po’ di respiro e forza per crescere. Abbiamo ottenuto una buona visibilità anche grazie al progetto da noi realizzato nel contesto di EXPO MILANO 2015 per VisitLazio.com, portale turistico di valorizzazione del territorio della Regione Lazio. Oniride ha sviluppato un’applicazione mobile con contenuti immersivi specificamente pensati per l’uso con visori di realtà virtuale fatti di semplice cartone, all’interno dei quali si posiziona lo smartphone. Con questa tecnologia si possono esplorare località eccellenti della Regione Lazio fra Roma, Rieti, Latina e Tivoli, grazie a fotosfere e videosfere completamente immersive. Per capire come funziona occorre provare! L’app è già disponibile per Android e iOS col nome “VisitLazio.com – EXPO 2015.

Che cos’è un visore di realtà virtuale? Come può essere low cost?

Il Cardboard non è niente altro che un supporto in cartone, ecologico e riciclabile, messo a disposizione da Google, facile da montare fai-da-te, con due piccole lenti e lo spazio per inserire il proprio smartphone. Di fatto la tecnologia che serve per un’esperienza di realtà virtuale immersiva è già contenuta nello smartphone che abbiamo quasi tutti in tasca (schermo, giroscopio, bussola, etc.). In questo senso, senza l’ingombro di un dispositivo dedicato e di un computer, si può già da oggi distribuire applicazioni mobili con contenuti immersivi che, oltre a fungere da audio/video guida in situ, possono anche valere come souvenir o idea regalo, in associazione all’acquisto di un Cardboard presso bookshop o biglietterie.

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Avete ricreato virtualmente il Mausoleo di Sant’Elena in Roma. Come avete fatto? Come si può utilizzare la vostra ricostruzione?

In collaborazione con il Dipartimento di Architettura dell’Università di Roma Tre e con la squadra di ricercatori che si è occupata del recente restauro del Mausoleo, abbiamo ricostruito il sito nel pieno rispetto dei rilievi ambientali compiuti (laser scanning, fotogrammetrie, etc.) e dei documenti storici disponibili. La ricostruzione offre all’addetto ai lavori, al turista o anche semplicemente al curioso l’opportunità di visitare il sito archeologico nel suo pristino splendore verso la metà del quarto secolo dopo cristo. La ricostruzione è fruibile al meglio con il visore Oculus Rift® (dispositivo di realtà virtuale sviluppato da una start-up americana finanziata da una campagna di crowdfunding e successivamente acquistata da Facebook per un importo a ben nove zeri). Abbiamo anche sviluppato una declinazione per smartphone distribuibile come applicazione mobile, ancora in fase di beta-testing. Per ultimare il progetto e procedere alla pubblicazione occorrerà, oltre a un investimento da parte nostra che saremmo ben contenti di fare, anche un coordinamento ravvicinato con i referenti amministrativi degli enti pubblici di riferimento, passaggio quest’ultimo non sempre facile.

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Quali sono le difficoltà che incontrate nel cercare di innovare la valorizzazione dei beni culturali?

La grande parte del patrimonio storico, artistico e culturale è gestita in Italia da interlocutori istituzionali senz’altro distinti per competenza ed esperienza. Solo un esiguo numero di questi, tuttavia, dà mostra di possedere la sensibilità, la lungimiranza e la disponibilità mentale necessarie a comprendere la potenziale simbiosi fra sviluppo tecnologico e patrimonio culturale. Nel continuo ridursi della contribuzione pubblica a disposizione delle direzioni competenti, l’atteggiamento da noi riscontrato nei referenti è spesso doppiamente errato: in primis non si apprezza la potenzialità divulgativa del medium della realtà virtuale per i contenuti di interesse culturale ed educativo (soprattutto verso le nuove generazioni) e, in secondo luogo, non si vedono le potenzialità economiche del modello di partecipazione pubblico-privata che vi si può costruire intorno. Generare una economia sostenibile attorno al patrimonio culturale andrebbe a tutto vantaggio della conservazione fisica dello stesso (si pensi a Pompei, per citare un nome noto) e consentirebbe al sistema cultura di avere successo nel crescere, invece di fallire nel resistere.

Come impiegherete il fondo che riceverete dalla Regione Lazio?

Svilupperemo delle postazioni complete di realtà virtuale immersiva da posizionare presso musei e siti archeologici selezionati sul territorio della Regione. Parallelamente saranno sviluppati contenuti e ricostruzioni tridimensionali del patrimonio culturale, con l’aiuto dei ricercatori di competenza, da vivere sia attraverso le postazioni fisse di cui sopra sia attraverso semplici applicazioni mobili per smartphone in bundle con i visori di cartone associati (tutto a prezzi accessibili, fra i 10 e 15 Euro). Inoltre, proseguiremo lo sviluppo di un nostro hardware proprietario, una pedana per rilevazione del movimento che completerebbe l’esperienza immersiva e consentirebbe l’esplorazione degli spazi virtuali “senza mani” (ovvero senza joystick o altre interfacce). Ci sono prodotti simili in fase di sviluppo ma per lo più orientati all’uso videoludico e a punti prezzo superiori ai 1.000 Euro. Noi puntiamo a un uso museale e corporate, con un punto prezzo fra i 100 e i 200 Euro. Abbiamo già creato un prototipo funzionante in collaborazione con ricercatori dell’Università Tor Vergata.

Avete partecipato ad altri bandi?

Sì. Siamo in attesa degli esiti di un altro bando promosso dalla Regione Lazio per le “startup innovative”, dove abbiamo presentato un ulteriore progetto di sviluppo sempre orientato alla valorizzazione, promozione e conservazione dei beni di interesse culturale. Di recente abbiamo inoltre partecipato al bando europeo REFLECTIVE-6 nel contesto del programma quadro europeo Horizon2020, per applicare le tecnologie che stiamo sviluppando a un database europeo multimediale e sperimentale del patrimonio culturale. Il progetto coinvolge il CNR, il MiBACT, l’Università di Roma La Sapienza e altre università, enti di ricerca e società private provenienti da 5 diversi stati membri.

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