Il sostegno all’imprenditoria femminile affronta un inaccettabile divario di genere

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Secondo gli ultimi dati del World Economic Forum l’Italia è l’ultima dei Paesi industrializzati per quanto riguarda la parità di genere. Siamo al 69esimo posto, subito dopo il Bangladesh. Addirittura al 114esimo considerata solo la partecipazione alla sfera economica.
Sebbene il Lazio traini positivamente la media nazionale di donne attive nell’economia con il 21,8 di imprese femminili registrate alla Camera di Commercio, c’è ancora molta strada fare e le istituzioni hanno il dovere di sostenere iniziative per abbattere il gender gap. La giunta Zingaretti sta operando in questa direzione, l’ha fatto con bando da 1,5 milioni di euro nel 2014, contribuendo alla nascita di 54 nuove imprese femminili, e lo fa ora con “Innovazione sostantivo femminile” che vede impegnato un altro milione a fondo perduto a valere sul Por-Fesr 2014-2020. E quest’anno potranno partecipare anche le nascenti start-up. Ma questo governo non sta facendo solo questo, sta lavorando anche per strumenti utili alla conciliazione vita-lavoro e alla sperimentazione di modelli di lavoro flessibili come il telelavoro. Secondo il Word Economic Forum se l’Italia non cambia passo arriveremo alla parità nel 2095, non è accettabile, per questo il Lazio ora spinge sull’acceleratore del cambiamento.

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