Le Regioni siano in prima linea per costruire una UE con più unione e più Europa

Non facciamo l’errore di pensare che le parole di Juncker al discorso sullo Stato dell’Unione Europea si rivolgano ai soli piani “statali” della politica.
Quando il presidente della Commissione dice che ci vuole più Unione e più Europa sta parlando a tutti. Le Regioni hanno, oggi più che mai, un ruolo di primo piano per riavvicinare i cittadini alla costruzione comunitaria. Possono spendere bene i Fondi strutturali e far capire quante opportunità dia l’Unione. Possono partecipare alla costruzione della politica europea. Possono diffondere valori europei tra la cittadinanza. Possono promuovere scambi con realtà amministrative di altri Stati membri. In nome dell’Unione possono provare a “fare amministrazione” in maniera diversa: più trasparente, più efficace, con pagamenti più rapidi. Il discorso di Juncker parla, insomma, ad ogni livello di governo dell’Unione. Il Lazio vuole giocare questa partita e per capirlo basta vedere il cambio di passo sui Fondi europei 2014-2020, dove siamo tra le prime Regioni italiane ad avere avuto approvati i programmi di investimento, e le nuove norme approvate dal Consiglio Regionale sui rapporti con l’Unione. Bisogna continuare su questa strada. Se ogni Regione deve contribuire a ridare slancio alla costruzione europea e farla uscire da questa sacca di disaffezione tanto più lo deve fare il Lazio. Per tutte le potenzialità, culturali, sociali ed economiche, che ne fanno una grande Regione Europea e per tutta la sua storia. Una storia che, a partire da Ventotene e dalla firma del Trattato di Roma, è quella di una Regione molto speciale da questo punto di vista. Europea per antonomasia.

//platform.twitter.com/widgets.js

Add a Comment