Comincia la stagione di un Lazio sempre più aperto alla creatività

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ph Outdoor
Le industrie creative e culturali sono, oramai, una realtà dell’economia. Le imprese delle filiere culturali e creative producono 78,6 miliardi di valore aggiunto e “attivano” altri settori dell’economia arrivando a muovere complessivamente 227 miliardi di euro. In pochi anni sono passate dalla periferia al centro della riflessione economica. Nel Lazio più che in altre regioni italiane, visto che qui, secondo le stime della Fondazione Symbola, valgono più della media nazionale.
Ci sono qui 53mila imprese culturali e creative, oltre il 10% delle 443mila su base nazionale. Nel Lazio valgono l’8% del Pil contro circa il 6% della media nazionale. Siamo tra le regioni leader insomma. Innanzitutto Cinema e Audiovisivo e poi, accanto a questi, design, moda, pubblicità, musica, architettura, grafica. C’è l’industria dei videogames su cui accendere i riflettori. Per questo costruire un “ambiente creativo” è un passaggio essenziale per la nostra Regione. Significa lavorare per diffondere una cultura delle creatività a partire dalle scuole; per avere sempre più giovani che provano a fare impresa; perché i creativi aiutino le imprese tradizionali a innovare; perché le nostre industrie culturali competano in un mondo vasto che sempre più punta su questo. Domani l’apertura di Outdoor Festival e la premiazione del Fondo per la Creatività della Regione ci dicono che parte una nuova stagione della creatività di questo territorio. Basta una visita al Festival Outdoor in via Guido Reni per capire. Padiglioni internazionali, graffiti artist da tutto il mondo, un recupero di di rigenerazione urbana che unisce (e non è il solito slogan) tradizione e innovazione: è questa la strada da battere. Allo stesso modo conoscere, è sufficiente andare su Internet, chi sono i 53 vincitori del Bando per la Creatività e le loro proposte di impresa, dimostra che c’è una fetta importante di questa Regione che pensa, investe, rischia e vive pienamente connessa con le tendenze più interessanti del mondo. Una fetta che ha in testa due cose. La prima è lavorare sodo. La seconda è che con la cultura si mangia.

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