Maker Faire Rome alla terza edizione: gli innovatori non sono più solo sognatori

maker faire

Grande partecipazione e tante intelligenze oggi all’opening della Maker Faire dentro la città universitaria.
I makers non sono più quelli che chiamavamo smanettoni. Tutt’altro. Sono attori di un mercato che è il più dinamico in assoluto in questa fase storica, quello dell’innovazione e della ricerca in ogni settore d’impresa. Per questo legislatori e amministrazioni devono sostenere la proliferazione degli artigiani digitali e aiutare l’incontro tra essi e gli artigiani tradizionali. Bene in questo senso sia il pacchetto 3D che porterà le stampanti l’anno prossimo in almeno 250 scuole e bene la creazione di FabLab regionali. Penso che dobbiamo lavorare anche su vouchers che facciano dialogare artigianato tradizionale e digitale. E che non si tratti di una moda ce lo dice il contesto. Nel Lazio le startup innovative sono quasi raddoppiate nell’ultimo anno e i numeri dicono che le imprese tradizionali che innovano, quelle che già usano stampanti 3d e robotica, crescono molto più di quelle che non lo fanno. Dunque questa è la realtà in cui dobbiamo calarci e che, nel tempo in cui si parla di Stato Innovatore, dobbiamo trainare. Non chiamiamolo più futuro.

 

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