Roma, per cambiare

Non è più tempo per aspettare: Roma ha bisogno di un cambio. Oggi.

Quando il mondo è sempre più delle città, quando è nelle aree urbane che si fa innovazione, si cambiano le politiche, si definiscono strategie per integrare cittadini e culture, Roma stenta. Ce lo dicono le classifiche internazionali, che mostrano quanto Roma non sia attraente: per fare impresa, per viverci, per visitarla da turisti. Quando le economie cercano le città su cui investire, Roma non è nel radar. Ce lo dicono gli equilibri della nostra città, sempre più polarizzata in zone tra loro diversissime: per ricchezza, per integrazione, per cultura, per prospettive di vita. Una polarizzazione che rischia di mettere ricchi contro poveri, chi ha opportunità da chi ne è escluso, sommersi e salvati. Ci sono tante Rome, oggi: che non si parlano. Ce lo dice il clima che respiriamo, in cui manca una visione comune, manca il senso di avvicinarsi ad una svolta, manca la prospettiva di un cambiamento. Roma è, oggi, una città depressa, che ha smarrito il senso di sé, il suo spirito cittadino.

Eppure potrebbe non essere così. In un mondo in cui le città contano sempre di più, Roma avrebbe enormi possibilità. Semplicemente, perché ha tutto. Un brand che si afferma da solo, nell’immaginario e nei mercati. Imprese innovative attive nei settori del futuro. Centri universitari e di ricerca e giovani talenti, che sono spesso all’avanguardia. E’ leader nelle industrie creative ed è qui che molte startup decidono di cominciare la loro avventura, proprio quello su cui le città del mondo stanno puntando. In un mondo alla ricerca di radici Roma è, poi, la città della storia, dei beni culturali, materiali e immateriali. E’ la città dell’accoglienza e delle grandi realtà associative capaci di mettere gli “ultimi” al centro, a dispetto di una società sempre più individualista e chiusa in sé. Anche se lo dimentichiamo, a Roma ci sono tutti gli ingredienti per riprendere a crescere in un sistema che chiede tecnologia, talento, riconoscibilità e che, allo stesso tempo, ha sempre più al centro la questione delle diseguaglianze, della giustizia.

Tutto questo, però, non riesce a tradursi in un progetto di sviluppo vero: capace di motivare la cittadinanza, di selezionare gli investimenti, di riunire gli operatori economici e sociali su questo terreno. Di trovare una lingua comune a tutta la città. Non possiamo girarci attorno. E’ questo il compito essenziale della politica. Non altro. E’ la politica che deve dare ad una comunità il senso di marcia: individuare obiettivi concreti e visibili; allearsi con gli attori della società più capaci; lavorare con metodo aperto e trasparente per raggiungerli. Una politica nuova, molto diversa da quella che accompagna Roma da troppi anni. E che, prim’ancora della città, ha danneggiato l’idea stessa di attività politica e contribuito al suo discredito. Con conseguenze gravissime, che hanno allontanato i cittadini e gli elettori dall’impegno. Noi pensiamo ad una politica diversa: che abbia una visione che parli a tutta la città; che sia capace di rimotivare i cittadini a partecipare alla vita pubblica. Una politica che guardi a quel che accade al mondo per portarlo nell’amministrazione della città. Una politica che si dia degli obiettivi e si confronti su di loro con i cittadini. Una politica che sia trasparente ed onesta: nei costi, nelle procedure. Una politica, insomma, che sia all’altezza del proprio tempo e della sfida in cui siamo immersi.

Le elezioni che sono di fronte a noi sono l’occasione, unica ed irripetibile, di provare il rilancio, di eleggere un sindaco capace di cogliere questa sfida e rimettere in moto la macchina della città. Se perdiamo questo treno non ce ne saranno presto degli altri e, se ci saranno, saranno molto lenti. Troppo. Crediamo che Roberto Giachetti abbia le qualità per essere questa persona. Il suo impegno, la sua energia, il suo coraggio, l’esperienza e l’ironia, ne fanno un candidato attento alle tematiche cruciali per i prossimi anni: da quelle relative alla trasparenza e alla trasformazione della macchina amministrativa a quelle ambientali, da quelle della cultura a quelle dell’impresa innovativa; da quelle della solidarietà e dell’inclusione sociale a quelle della ridefinizione dei rapporti tra centro e periferia. Per queste ragioni abbiamo voluto mettere a disposizione di Roberto l’esperienza maturata in 3 anni di lavoro al Consiglio regionale su temi centrali: per la Regione e per la Città. Un’esperienza che ci ha convinto che Roma e la sua Regione debbono lavorare insieme se vogliono stare sulla mappa del mondo e se vogliono una Roma diversa: moderna e giusta. Siamo sicuri che con Roberto Roma riprenderà una sua strada di cambiamento. Ed è per questo che lo sosteniamo.

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