Civitavecchia Creativa un passo importante per un Lazio Creativo

Questo Natale, ed è la prima volta, le tradizionali luminarie e l’arredo urbano del Corso di Civitavecchia saranno disegnate da creativi della città. Per un mese si confronteranno su un progetto per rendere unico il centro della città ed il frutto di questo confronto “creativo” sarà donato all’amministrazione.

Mi sembra una bella iniziativa.

Primo perché parla di una città che vuole cambiare, che punta sulla bellezza del suo arredo urbano e che, per farlo, scommette sul coinvolgimento dei suoi creativi. Mi sembra ancora più bella perché il concorso è stata promosso da una nuova Associazione – Civitavecchia Creativa – che riunisce tra i suoi promotori artigiani, uomini di cinema, di comunicazione, di teatro insieme ad architetti, videomakers e – intrusi, ma non troppo – avvocati e commercialisti. Con Civitavecchia Creativa hanno voluto costruire una “casa” veramente comune ai creativi della città.

È il momento giusto per farlo.

Innanzitutto perché arriva quando si è capito che la creatività non è un fenomeno che riguarda solo le grandi città. Gli studi sulla Gran Bretagna, ad esempio, ci dicono che oltre Londra ci sono oramai molte altre realtà urbane che contano in questo settore. In diverse città – anche di medie dimensioni – le industrie creative sono un asset di sviluppo, un motore di trasformazione urbana.

Poi, perché è necessario –  ed è un punto essenziale se si vuole che la creatività si affermi nell’esperienza regionale – che ci siano gambe solide su cui far poggiare i programmi dedicati al tema, come Lazio Creativo. C’è bisogno di gambe radicate sul territorio per uno   sviluppo “dal basso” della creatività.

Non è solo il momento ad essere giusto. Basta leggere il documento di presentazione di Civitavecchia Creativa per capire che è anche l’impostazione ad essere giusta. Si parla di valori e di potenzialità, di situazione della città e di voglia di lavorare insieme. Ma il tutto è corredato da un atteggiamento molto concreto. Quello di chi dice: siamo qui perché vogliamo dare una voce al mondo della creatività di Civitavecchia e per chiedere alle amministrazioni pubbliche cose molto precise: un aiuto per far conoscere le eccellenze del territorio; uno spazio per far incontrare i creativi e far nascere e materializzare idee; il sostegno ad attività di formazione per i mestieri che si stanno perdendo.

Ed anche la prima uscita conferma questa impostazione. Niente discussioni, tavole rotonde, eventi, ed invece partire subito con qualcosa che farà capire con immediatezza a tutti i civitavecchiesi che con poco e, soprattutto, facendo lavorare talenti del posto, la città può essere più bella. È utile a far capire che dietro un nome un po’ effimero c’è qualcosa di molto concreto, che significa economia, occupazione, rigenerazione urbana, migliore qualità della vita.

Sarebbe bello che quella di Civitavecchia fosse la prima iniziativa di questo tipo. Se vogliamo veramente costruire una regione capace di crescere con la cultura e la creatività all’azione di indirizzo e di promozione della regione debbono affiancarsi singole azioni a livello locale. Proprio del tipo di quella di Civitavecchia.

Ci sarà anche tutto questo, dunque, dietro le luminarie del Corso di questo Natale. Ed è un bel passaggio.

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