La Regione Lazio nella trasformazione del sistema delle fiere del libro

Tra i ‘tormentoni’ dell’estate c’è sicuramente la querelle Torino-Milano su Salone e Fiera del Libro. Non spetta alla Regione Lazio prendere posizione. Un’amministrazione che investe risorse pubbliche su questa attività deve però ragionare sulle strategie regionali in un sistema in cambiamento.

I fatti sono chiari: il Lazio ospita manifestazioni importanti come Più libri più liberi o Libri Come; concentra un numero importante di case editrici indipendenti italiane; vede l’affermarsi di esperienze di promozione del libro e della lettura nei più diversi contesti.

Proprio per questo suo ruolo la Regione deve mettere in rete i diversi attori e cogliere l’occasione dei cambiamenti sul piano nazionale per darsi una strategia che veda una collaborazione più profonda tra le diverse manifestazioni, perché contino sempre di più nel panorama italiano; che preveda un lavoro di squadra con le associazioni che promuovono il libro e la lettura sul territorio, perché ogni iniziativa sia parte di un sistema e non un episodio singolo; che coinvolga pienamente librerie e biblioteche, presidi essenziali di una politica per il libro radicata.

Per questo ho presentato una mozione per ridelineare, insieme alle parti interessate, la strategia regionale in questo settore. Quello che accade tra Torino e Milano ci dice che è il momento per farlo.

Qui il testo della mozione.

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