Un incontro molto interessante quello promosso dallo IED  – l’Istituto Europeo di Design- con Ginette Caron, designer canadese che ha lavorato e lavora per alcuni tra i più importanti marchi sul mercato: da Prada a Benetton, dalla San Carlo alla Knoll. Ed è importante che si sia tenuto alla Camera di Commercio di Viterbo, il segno che il design viene oramai pienamente percepito come un volano dell’economia.

Ce ne sono tutte le ragioni. Le indicazioni europee vanno in questo senso e come dimostrano recenti dati della Fondazione Symbola, le imprese che incontrano il design aumentano la produttività e la capacità di entrare nei mercati. Con la creatività si cresce, insomma.  E’ questo il senso del programma LazioCreativo su cui la Regione Lazio si sta impegnando dal 2013 e che interessa tutto il territorio regionale. Proprio a Viterbo lo Spazio attivo di BIC Lazio è specializzato  nelle imprese culturali e creative, ha 11 startup incubate – di cui 5 del settore creativo – 24 imprese associate e collabora con molte realtà del territorio. Un’esperienza che si sta sviluppando e segnala la Tuscia come un terreno pieno di talenti. Il seminario di ieri incontra, insomma, un terreno favorevole.

Qui informazioni sui prossimi appuntamenti con l’iniziativa dello IED Roma.

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Ginette Caron è una designer canadese. Lavora in Italia da tanti anni, ha dato il suo segno ai nostri marchi più noti – da Prada a Fabriano, dalla Benetton alle patatine San Carlo – ma è ancora legata alla sua terra: a Montrèal, ai suoi laghi ed ai suoi boschi.

Viene da qui, Ginette, che nasce in una famiglia di creativi: tutti, o quasi, designer, architetti, costumisti. Ed è stata questa la principale influenza nella sua vita. Non si sono dubbi.

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Non ha respirato la creatività solo in casa, però. Montrèal è una città che scommette da anni sulle industrie culturali creative e sul design in particolare. Basta qualche elemento, per capirlo. Nell’Expo tenuta nella capitale del Québec nel 1967 viene dato largo spazio al Design.

Nel 1991 si nomina un Design Commissioner nell’amministrazione cittadina. Pochi anni anni dopo diventa un vero e proprio Bureau du Design. La città ha dunque un ufficio – che ha oggi 6 persone – con specifici compiti e specifiche finalità, un programma Design Montreal, specifiche iniziative (come Portes Ouvertes Design Montreal). E, in più, un ruolo chiaro nella strategia economica di sviluppo della città al 2025 nella quale si parla, con una bellissima immagine, di “utiliser le design comme passarelle pour l’innovation”.

Tutto questo con specifici obiettivi:  valorizzare i talenti nel design, far crescere l’economia, costruire meglio, dare servizi pubblici di qualità ai cittadini, migliorare il posizionamento internazionale di Montrèal.

Ed i risultati si vedono. Nel 2006 la città diventa Città Creativa dell’Unesco per il Design e 10 anni dopo, nell’Ottobre di quest’anno, il riconoscimento viene confermato indicando il ruolo di best practice svolto da Montrèal rispetto ad altre città.

Ascoltare Ginette Caron parlare del suo lavoro è stata quindi anche l’occasione per parlare di politica. O, meglio, di come la politica, se ha una visione e se insiste per anni su un argomento raccoglie risultati e cambia, veramente, il volto delle città e la vita dei cittadini. Anche, come in questo caso, con la creatività.

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