Le esperienze più innovative dicono che bisogna puntare sulle politiche attive del lavoro, ed è esattamente la strada scelta dalla Regione Lazio. Con decisione. Lo conferma il terzo “Contratto di ricollocazione” promosso da questa Giunta: dopo quello per i disoccupati di lunga data e quello per mamme con figli piccoli, ora l’avviso per donne e uomini dai 30 ai 39 anni, in cerca di lavoro. Sono cinque milioni di euro di fondi europei – come primo stanziamento di una misura biennale – che finanzieranno percorsi formativi e di aggiornamento che hanno un obiettivo chiaro: mettere i beneficiari nelle migliori condizioni per rientrare nel mondo del lavoro. Per raggiungere questo risultato i 5 milioni saranno gestiti dai centri per l’impiego della Regione in collaborazione con strutture private accreditate: un sistema misto pubblico-privato che ci sembra il migliore per capire le potenzialità di ognuno dei disoccupati e per aiutarlo a trovare le migliori opportunità di lavoro. Che sia la strada giusta ce lo dicono i risultati ottenuti con i precedenti bandi: con il primo avviso, quello del 2014, il 40% di chi ha svolto il percorso ha poi firmato un contratto di lavoro. È una strada lunga, scontiamo ritardi, inefficienze ed un quadro normativo complesso, ma la direzione è chiara: lavorare per una Pubblica Amministrazione moderna, che assista il lavoratore e lo aiuti a reinventarsi in un mercato del lavoro in cambiamento. Fare, insomma, quello che si fa nelle esperienze europee più avanzate. Questo bando parla di questo. Semplicemente di questo.