La partenza per questa tappa del Viaggio nelle Imprese è presto la mattina. E la direzione è Sud, per una giornata tra Frosinone e Latina in mezzo a realtà molto varie, che vanno dalla chimica al digitale applicato ai pezzi di ricambio, passando per vending machines, surgelati per i mercati USA e dispenser per saponi.

NOVAMONT

Il tutto comincia a Patrica, nella cornice di Villa Ecetra, in un bel clima di festa. E la ragione lo merita. La Novamont ha finito di realizzare la riconversione dello stabilimento Mater-Biopolymer di Patrica e questa occasione è per l’inaugurazione. C’è un folto pubblico e molti stranieri. La ragione è che ci sono stati i buyers sino a ieri, che sono stati portati qui ad ascoltare Catia Bastioli, la leader indiscussa di questa avventura che comincia nel 1996 a Novara e che ancora continua. Novamont è, infatti, la prosecuzione della carriera di una ricercatrice in Montedison che ad un certo punto decide di provare ad andare a guardare più in là, e vedere cosa si può fare sul piano della biodegradabilità e dello sviluppo sostenibile inteso come rigenerazione territoriale.

Si capisce che la Bastioli è una tosta e che, soprattutto, è molto convinta che il Gruppo Novamont e tutta la filiera sostenibile che ha creato in questi anni siano una cosa seria. Certo dal punto di vista economico, vista la crescita registrata. Ma insieme a questo c’è anche una dimensione molto politica nel senso più alto del termine. La bioeconomia è una vera missione per migliorare l’ambiente, la società, l’economia.

E il suo discorso ribadisce queste convinzioni augurandosi che la politica sappia aiutare questo processo di cambiamento e di nuova impostazione. La Bastioli è molto appassionata e si vede che chi lavora con lei ci crede. Lascio l’albergo prima che arrivi il Presidente Zingaretti: anche lui è voluto essere a questa iniziativa e andare a visitare lo stabilimento. Ci sono già stato qualche mese fa. E un po’ di Mater-Bi sta sul mio tavolo. Un bel segno di industria, ambiente, investimenti. Avanti.

ITTELLA ITALY

Da Patrica muovo verso Prossedi. Pochi chilometri che separano però la Provincia di Frosinone da quella di Latina. Non riesco a visitare il paese ma prometto di tornare al sindaco Angelo Pincivero, un ragazzo con una faccia simpatica che unisce l’avvocatura e l’essere sindaco, e che lo fa con grande determinazione. In testa ha l’apertura di Prossedi al mondo, consapevole della sua bellezza e della forza del territorio.

E non è un caso che la società che mi porta a visitare insieme ad Enrico Forte sia la Ittella Italy, divisione italiana della Ittella International di Paramount in California, una realtà al 70% statunitense e per il restante 30% di proprietà dei fratelli Francesco e Giuseppe Bardari.

Due ragazzi del Sud che dopo alcune esperienze professionali hanno deciso di diventare imprenditori. Ci accoglie Francesco: bocconiano, un sorriso franco, l’uomo della macchina e del commerciale. Giuseppe è invece in Germania, a parlare con potenziali clienti. Sì perché Ittella è in grande espansione. I suoi prodotti – surgelati con varietà originalissime – stanno letteralmente andando a ruba negli Stati Uniti.

Se ad esempio andaste sugli scaffali di Wal-Mart, in ognuno trovereste una vasta selezione di prodotti Made in Prossedi: dagli innovativi spaghetti di zucchine al risotto a basso contenuto di carboidrati, al couscous di cavolfiore passando per la zucca della pianura Pontina. Insomma la fantasia ad Ittella è l’ultimo dei problemi. Anche perché i prodotti vanno e c’è solo da inventarsene di nuovi.

L’azienda è in crescita, negli ultimi mesi ha assunto 130 persone (di cui il 90% sono donne), sono stati fatti investimenti importanti in macchinari e nuove struttura operative. Ed il clima di lavoro è ottimo, lo si capisce dal modo in cui viene salutato Francesco quando andiamo a fare un giro nell’azienda: anche in una cella frigorifera a -25 °C dove mi sono incautamente avventurato.

D.A. DESIGN GROUP

Dopo una breve sosta pranzo a Prossedi, ci rimettiamo in moto verso Latina. Ci attende la D.A. Design, una realtà inaspettata e che è invece una delle aziende che più mi ha colpito in questo viaggio. Prima di tutto per la qualità del suo Presidente, Dino Porrello, un uomo con un grande talento (“da piccolo disegnava sempre”, mi suggerisce la sorella) e poi per la qualità e la visione con cui si lavora in questo grande capannone. Sì, perché questa impresa fa prodotti che non è difficile incontrare in giro per l’Italia e non solo. Come mi spiega Porrello, l’impresa era una eccellenza nell’arredamento di negozi, in particolare quelli per le panetterie. E da lì ci si è inventati operatori del vending.

È Made in Latina, insomma, l’allestimento indoor ed outdoor per i distributori automatici da cui compriamo snacks e bibite nelle Università, nelle stazioni, negli aeroporti. E già questo stupisce, ed effettivamente è una sensazione strana entrare nel magazzino e trovare tantissime strutture progettate per contenere ed arredare i distributori automatici che siamo abituati a vedere oramai ovunque. Ma quello che più colpisce è la stazione per auto elettriche. Sì perché qui si guarda al futuro, a come saranno queste stazioni in cui ci troveremo a ricaricare le nostre vetture. Ed ecco che si affiancano vending machines, spine per ricaricare i telefonini, videosorveglianza, tettoie. Il tutto per rendere quella mezz’ora di attesa sicura, confortevole, utile. Ci salutiamo nel piazzale con Porrello con la promessa di tornare presto: è gente che guarda al futuro e che lo fa con calma e attenzione.

HYGENIA

Dalla D.A. Design passiamo alla Hygenia, un marchio dietro cui si nasconde una bella realtà del mondo dell’igiene professionale e dei dispenser: anche qui sono sicuro che ognuno di voi ha utilizzato questi prodotti Made in Latina. I due soci fondatori, i fratelli Pasquale e Luca Fierro, mi dicono che ad esempio tutta la nuova linea di dispenser disinfettanti del Brand Amuchina è stata pensata e studiata a Latina. Sì perché la produzione è in Cina, mentre la Ricerca e sviluppo di questi oggetti è tutta qui, nel Lazio.

Hygenia, che nasce oramai più di vent’anni fa come costola di un grande gruppo austriaco, lavora insomma con una forte proiezione internazionale portando nel mondo imprenditoriale la sua matrice italiana. I due fratelli, instancabili, sono in partenza per la Cina (“Abbiamo l’aereo alle 21, ma tranquillo Assessore, ce la facciamo, siamo abituati a viaggiare all’ultimo minuto”), parlano del loro esordio alla Fiera di Amsterdam, dei mercati che stanno aprendo in Australia. Insomma, sono proiettati verso il futuro, con grande orgoglio: “In Cina ci hanno detto che prodotti così belli non li hanno mai visti. Ed è tutto disegnato qui, nei nostri uffici”. Alla fine insistiamo per congedarci, perché i Fierro sono capaci di perdere l’aereo se non li liberiamo.

UNIT GROUP

Da Hygenia andiamo alla Unit Group, un’altra realtà inaspettata. Siamo nel campo delle tecnologie applicate ad un settore che più tradizionale non si può: quello dei pezzi di ricambio auto. Sì, perché quello che mi spiegano è che si tratta di un mercato in grande espansione. In tutti e cinque i continenti. Semplicemente perché le macchine si tengono di più.

Specialmente in Est Europa e nella vasta prateria dei nuovi mercati: l’India e la Cina.  Ed ecco che questo gruppo che fattura 25 milioni di euro sulla base di questa intuizione ha avviato una importante campagna acquisti ed è ora presente, con diversi marchi, nel Regno Unito, in Spagna, Germania, Francia e Benelux. Ma con la prospettiva di arrivare molto più lontano. E, insieme a questo, a testimonianza di uno sguardo puntato sull’innovazione, si è messo in testa di dare vita ad un incubatore di startup verticale, specializzato, cioè, sul settore dell’automotive. Aprirà tra pochi mesi a Latina e, ne sono certo, sarà una realtà sulla quale sarà bene tenere gli occhi aperti, anche come Regione. 

 

Finisce qui il mio viaggio. Al centro di Latina ma con una prospettiva ben aperta sul mondo. La stessa che, come un filo rosso, tocca tutte le realtà incontrate in questa giornata. Dalla Novamont e i suoi buyers alla Ittella presente a Walmart, dalla D.A. Design che guarda agli sviluppi dell’auto elettrica, dalla Hygenia dei fratelli Fierro in partenza verso la Cina sino a questa realtà innovativa che si muove in un mercato fatto di 160 marchi e 35 mila modelli: il mercato dell’auto di tutto il mondo. Riprendo la strada per Roma con l’idea di un Lazio che guarda molto al di fuori dei suoi confini. Un Lazio del quale, come politica e amministrazione, dobbiamo essere sempre più all’altezza.