Questo venerdì – sotto la guida sorniona e attenta di Attilio – la marcia è verso nord. Si ritorna in una delle eccellenze della nostra regione, per molti versi un unicum: il distretto di Civita Castellana. Sì perché Civita è una delle poche aree del nostro territorio in cui c’è una tradizione produttiva consolidata – la nascita risale alla fine del 1700 con Papa Pio VI e nella sua storia fa capolino anche l’architetto Giuseppe Valadier – e che ha seguito e sta seguendo prospettive di sviluppo crescenti.

Se c’è un tratto comune alle diverse imprese che fanno parte del distretto è il passaggio da una dimensione artigianale ad una di carattere industriale e l’affermazione su segmenti di mercato “alti” grazie all’incontro con il design, la creatività e, in molti casi, l’innovazione. Ci sono stato qualche mese fa per incontrare la Cielo, ci torno oggi su invito della Federlazio Viterbo per visitare gli stabilimenti di Disegno Ceramica, Azzurra Sanitari in Ceramica e Scarabeo Ceramiche: tre realtà che lavorano da anni su questo territorio. 

DISEGNO CERAMICA

La prima impresa è Disegno Ceramica, proprio sulla strada per Gallese: potete vedere il capannone dal treno, se ci fate attenzione. Sulla porta mi accoglie Augusto Gigliozzi, con Marco Carabelli uno dei due fondatori. Due personalità che si complementano. Augusto ha una storia di banca alle spalle. È stato il responsabile di un grande gruppo proprio a Civita e si è appassionato alla produzione della Ceramica.

Ha conosciuto Marco e hanno formato una squadra che governa questa realtà attiva dal 1994. Ad Augusto spetta la parte finanziaria e istituzionale; Marco, e le telefonate cui risponde di continuo ne sono la prova migliore, cura la parte commerciale. “Sta sempre in giro per il mondo”, dice Augusto. Sì, perché Disegno Ceramica esporta il 50% della produzione all’estero, con una presenza in tutti i principali mercati (“solo in Giappone non ci siamo ancora”) ed è una realtà che sta scommettendo sulla bioedilizia.

Ce lo dice un cartello appeso al muro, il certificato che attesta il finanziamento assegnato all’impresa dalla Regione Lazio attraverso i fondi europei della reindustrializzazione per realizzare dei pannelli in ceramica autopulenti e riciclabili per uso nelle facciate ventilate di edifici e costruzioni. “È un progetto sul quale abbiamo lavorato insieme all’Università della Tuscia nel corso degli anni e su cui scommettiamo per il futuro”, mi dice Augusto mentre mi mostra il forno per la cottura della ceramica lungo 70 metri, tra i più grandi del distretto.

“Penso che dovremmo andare verso un maggior sistema nel distretto. Per anni abbiamo lavorato sull’idea di un marchio e dobbiamo riprendere questa idea. E poi dobbiamo rafforzarci sulla logistica. Abbiamo un interporto fermo ad Orte ed invece servirebbe rilanciarlo, anche in funzione dei bisogni del distretto”. Ci salutiamo, ma per poco. Augusto mi dice infatti che ci raggiungerà più tardi, alla Scarabeo. A dopo, allora.

AZZURRA SANITARI IN CERAMICA

Lasciata Disegno Ceramica, ci inerpichiamo verso Civita Castellana, la superiamo e ci troviamo a Castel Sant’Elia dove c’è l’Azzurra Sanitari in Ceramica. Lo stabilimento è suggestivo: fuori e dentro. Fuori perché siamo proprio all’ombra del Soratte, che è proprio davanti all’ingresso con il suo indimenticabile profilo. E dentro perché, dopo un atrio in cui sono raccolti i premi di design vinti dall’azienda negli anni, si apre – come fossimo in un grande ristorante –  lo stabilimento ‘a vista’.

Ci guidano anche qui i due fondatori – Angelo Rossini e Alberto Serraglini: il primo Presidente e Direttore Generale dell’azienda è un chimico, il secondo direttore commerciale è di una famiglia legata alla ceramica. Sono loro che negli anni ’90 fondano questa azienda ed il nome – una dedica alla barca con cui Cino Ricci tentò la conquista della Coppa America – fa ricordare a tutti quei tempi in cui l’Italia si scoprì popolo di velisti. Anche i prodotti di Azzurra arrivano in tutto il mondo, spesso spinti da archistar che danno loro il tratto giusto. Così Angelo e Alberto mi mostrano l’ultima loro creatura, un bagno disegnato da David Liebskind che effettivamente ha le forme tipiche dell’architetto newyorchese. Ma non c’è solo design da Azzurra.

C’è la ricerca, con il primo pannello in ceramica ‘pieno’ che la Azzurra ha brevettato e che permette di ‘tagliare’ la ceramica e renderla più adattabile alle diverse esigenze. E, poi, il progetto più innovativo, sul quale Azzurra scommette per il futuro, è un sistema di scarico che permette di risparmiare tra il 30 e il 40% di acqua rispetto alle soluzioni attuali.

E c’è una bellissima istallazione con 400 bottiglie d’acqua che ricorda il vantaggio che ci sarebbe per la collettività dalla adozione di soluzioni innovative sul punto: “Basterebbero delle regolamentazioni che si occupassero di questo tema e imponessero di diminuire lo spreco d’acqua per dare una mano al settore. E ci sembra che la finalità sarebbe giusta. L’Arabia Saudita ha cominciato a dare regole in questo senso, ma stiamo lavorando perché anche in Europa passi questo principio”. E non solo. Un altro punto su cui fermano l’attenzione è quello del personale: “Vede, Assessore, qui ci vorrebbe una formazione completa per chi lavora qui: dalla tecnica, al marketing, all’inglese, al design.

Un distretto avrebbe bisogno di un centro di questo tipo”. Ed io penso che abbiano ragione e che anche questo possa essere una direttrice di sviluppo futuro. Nell’attesa, Azzurra è presente letteralmente in tutto il mondo ed ha uno stand fisso nelle fiere di settore, a cominciare da Francoforte. Le redini dell’azienda sono salde nelle mani delle famiglie Rossini e Serraglini: sì perché anche i rispettivi figli lavorano qui e continuano questa tradizione: “Dovranno essere bravi, il futuro sarà di quelle imprese che continueranno ad investire in design e innovazione. Ma hanno buona stoffa e si stanno facendo le ossa”. 

SCARABEO

La traversata da Azzurra alla Scarabeo Ceramiche la faccio con il sindaco di Civita Castellana Gianluca Angelelli e il consigliere Paolo Aleandri, due amministratori svegli che ci hanno raggiunto da Azzurra e che proseguono il viaggio con noi da Scarabeo. E due persone che sanno il fatto loro, lo si capisce dalle domande che pongono e le osservazioni che fanno. E c’è una spiegazione ‘distrettuale’. Il padre di Gianluca lavorava nella ceramica e Paolo è un chimico, che ha collaborazioni con molte di queste imprese. 

Scarabeo, fondata nel 1974, è la realtà più grande tra quelle che ho visitato oggi. E il suo ‘patron’ è Gianni Calisti, una delle personalità più forti del distretto. Anche qui il mix è quello che caratterizzata molte di queste realtà. Qualità della ceramica, design all’avanguardia, marketing internazionale, macchinari digitali.

E Gianni è uno tra quelli che questa dimensione meglio la conosce, anche perché insieme a qualche altra impresa è tra la pattuglia di quelli che queste cose le hanno fatte per primi. Me lo dice facendomi vedere una delle ultime creature del suo ampissimo catalogo, fatto di più di 380 modelli. Un WC disegnato da Zaha Hadid e, accanto a questo, una realizzazione di un creativo locale: “Sì, perché quello che abbiamo voluto far crescere negli anni è anche questa contaminazione tra i disegnatori internazionali e quelli che si sono fatti le ossa qui a Civita, magari al Liceo artistico Midossi, che è la scuola che ho frequentato io tanti anni fa prima di diventare modellista”.

Sul design si scommette molto e ce lo dicono gli attestati alle pareti che parlano di premi conquistati in tutto il mondo. E molti sono per Bucket, una invenzione di Giovanna Talocci, storica designer del nostro territorio, che per prima ha dato la forma di un secchiello al piatto per lavarsi le mani. Ma non è la sola designer laziale che abbiamo incontrato in questo giro. Anche la Angeletti Ruzza Design lavora con il distretto, una bella contaminazione di culture. “Ci sarebbe bisogno di maggiore attenzione alla nostra proiezione internazionale. Per noi le fiere sono un momento essenziale.

E poi bisogna lavorare per una amministrazione più snella: soprattutto vanno fatti parlare i mondi delle attività produttive e dell’ambiente. Perché noi siamo in una competizione globale e se vogliamo continuare a battere concorrenti sempre più agguerriti dobbiamo cambiare il nostro passo. Questo il grande aiuto che ci può dare l’amministrazione”. 

Guardiamo l’orologio e sono le sette passate. Il tempo è volato e dobbiamo tornare verso Roma. È stato un viaggio dal quale riporto molte idee di lavoro. Una in particolare: la politica e l’amministrazione devono lavorare perché questi distretti siano sempre più forti. Nel Lazio ne abbiamo tante di realtà così identificate con il nostro territorio.

Per questo abbiamo bisogno di una azione di sistema per queste imprese: che le ascolti e poi decida quello che è più utile. Intanto un primo successo è sapere che il programma per la Banda Larga promosso dalla Regione sta arrivando a Civita Castellana. Per imprese che lavorano con architetti di tutto il mondo e che spesso si affidano al web come strumento quotidiano di lavoro sarà decisivo avere una connessione di qualità. Ma è solo il primo passo. Gli altri sono semplificazione, una formazione mirata alle esigenze delle imprese, la promozione dei prodotti del distretto a livello internazionale.

I volti e le esperienze che ho incontrato oggi dicono che ci sono ottime gambe su cui correre.