Lunedì 18 febbraio presenteremo il nuovo Fondo Creatività 2019. È anche l’occasione per raccontare alcune delle storie delle imprese che hanno vinto le edizioni precedenti.

Incontrerete donne e uomini che hanno scommesso sulle loro idee: sono un esempio e un portafortuna, ne sono certo. In bocca al lupo.

Ecco la  storia di Portatelovunque

 

 

Più che un brand sembra uno scioglilingua. E invece è prima di tutto un’idea di Chiara di Cillo e, grazie al bando del 2014 del Fondo Creatività della Regione Lazio, un’impresa che è oggi una bella realtà. Il prodotto “di bandiera”, quello da cui è iniziato tutto, è la borsa della dimensione di un 33 giri, prodotta in vari materiali e colori e ispirata alle canzoni che hanno fatto la storia del rock. Fin qui, si potrebbe dire, niente di speciale. E invece qualcosa di speciale c’è. Prima di tutto il suo aspetto green: tutto è realizzato infatti in materiali di recupero, spesso scarti di grandi imprese tessili; materiali come mute da sub, tele di ombrelli, tessuti e materiali nautici di scarto, campionari, anche di pelletteria e molto altro. Ma la “specialità” delle borse non finisce qui. Questo materiale è sottoposto, infatti, a una lavorazione artigianale curata direttamente da Chiara Di Cillo, mentre le cuciture finali sono fatte da una sartoria romana – “La Kruna” – in cui lavorano donne provenienti da percorsi di fragilità.

Ecco dunque che in questa esperienza l’aspetto artigianale si associa al consumo sostenibile e all’acquisto etico e responsabile.

I prodotti oggi sono tantissimi e tutti realizzati con la stessa filosofia (e, per inciso, tutti nickel free, una caratteristica dovuta all’allergia della fondatrice).

E la bella notizia è che la crescita di Portatelovunque non si arresta e i progetti sono a getto continuo. Tra i tanti ce n’è uno che a Chiara Di Cillo interessa più di altri. È quello di “iniziare una collaborazione con uno stilista africano, dell’Uganda, che sfilerà alla prossima Milano Fashion Week, dedicata all’Africa. Ai suoi vestiti che sfileranno saranno associati gli accessori di Portatelovunque”.

Ma il bando regionale di cinque anni fa a cosa è servito? “A far partire tutto, passando dall’idea alla startup e a brevettare il primo prodotto”. Dalla teoria alla pratica.