Lunedì 18 febbraio presenteremo il nuovo Fondo Creatività 2019. È anche l’occasione per raccontare alcune delle storie delle imprese che hanno vinto le edizioni precedenti.

Incontrerete donne e uomini che hanno scommesso sulle loro idee: sono un esempio e un portafortuna, ne sono certo. In bocca al lupo.

Ecco la  storia di La MiaOttavia

 

E’ un progetto che è divenuto impresa ad ottobre e che dal primo febbraio è presso lo Spazio Attivo di Latina. 

Nasce dall’idea di Silvio Scena, l’amministratore unico e musicista del gruppo, che oggi guida un team con altre due persone, Catello Esposito e Alessio Riccioni. Il punto in comune è che sono tutti e tre informatici e colleghi a Poste Italiane. Colleghi con una passione in comune se ad un certo punto hanno deciso di mettere le loro capacità al servizio della musica. E l’inizio è stato a Maker Faire del 2017, quando presentarono il primo prototipo di Ottavia, un pianoforte modulare componibile. Ogni singolo modulo di Ottavia (1 ottava, 12 tasti dinamici) può essere, infatti, usato singolarmente in modalità stand-alone oppure insieme ad altri, andando a comporre una tastiera di pianoforte completa sino a quelle da 5 o 7 ottave (o da 88 tasti). 

Quali sono i vantaggi? Beh, il primo è che è molto trasportabile ed un nuovo strumento didattico per chi si avvicina per la prima volta alla musica e poi che si può comprare ‘a rate’ . 

Il modulo di può attaccare al computer oppure funzionare da solo.  L’oggetto è stato concepito da Silvio Scena per essere utilizzato sia per il lavoro in studio, in cui il musicista utilizza 1 o 2 ottave, sia per le esibizioni dal vivo, in cui si utilizzano da 5 a 8 ottave, a seconda del repertorio proposto.

“Noi, dice Scena, scommettiamo su un mercato internazionale, di prodotti così non ci sono. Sì ci sono dei giocattoli, ma non è comparabile il tutto con Ottavia. Dal punto di vista dei costi, stiamo pensando ad un prodotto a 50 euro a modulo. E il bando ci serve proprio a questo: a passare all’industrializzazione di questa idea. In questo stare in un FabLab come quello di Latina ci è stato utilissimo: sia per avere strumenti per prototipare le nostre idee, sia per l’ambiente che abbiamo avuto attorno. Ci ha dato una grossa mano in questa fase di partenza”.