Lunedì 18 febbraio presenteremo il nuovo Fondo Creatività 2019. È anche l’occasione per raccontare alcune delle storie delle imprese che hanno vinto le edizioni precedenti.

Incontrerete donne e uomini che hanno scommesso sulle loro idee: sono un esempio e un portafortuna, ne sono certo. In bocca al lupo.

Ecco la  storia di Terrra Mia

 

Terra mia si trova nel centro storico di Santi Cosma e Damiano, ‘l’ultimo paese’ della Regione prima del confine con la Campania, in un ambiente circondato dai Monti Aurunci. E la sua storia è legata al territorio a doppio filo, è proprio il caso di dirlo. Lisa, infatti, dopo gli studi a Roma ed anni di lavoro nel settore degli abiti da sposa, è tornata alle sue radici. Complice un concorso di Alta Roma ha scoperto la stramma, termine dialettale per indicare una pianta spontanea dei Monti Aurunci, una specie molto resistente e diffusa nella zona, dal cui intreccio gli artigiani locali ricavavano stuoie, sporte e addirittura materassi.

Prima c’è stata una mostra di grande successo al Museo delle arti e tradizioni di Roma e poi – grazie al Fondo della Creatività – l’avvio dell’impresa di stilista in pianta stabile. Lisa, ad oggi, ha due linee di produzione strettamente legate al territorio: la prima punta alla realizzazione di accessori – dalle borse alle collane agli orecchini e ai bracciali – arricchendo la stramma con inserti in tessuto, pietre semipreziose e materiali originali. La seconda sfida è Capsule Collection, una piccola collezione per la donna prêt-à-porter, con materiali di qualità, lavorazioni e modelli ripresi dagli abiti popolari e locali.

Il bando mi ha permesso di costituire l’azienda ed è quello con cui sto realizzando il sito, attività di comunicazione e tutto quello che mi permetterà di affrontare il mercato del lusso e la sfida dell’internazionalizzazione. Sto puntando, infatti, ai mercati italiani più sofisticati – cominciando con le location di mare più esclusive – e poi di lavorare con le migliori piattaforme dedicate al lusso a livello internazionale. E non lo faccio da sola: sto mettendo in rete tantissimi artigiani del territorio: dalla pelletteria agli stampatori in stampa serigrafica, dai disegnatori agli orafi. Alle volte la sperimentazione li spaventa un po’, ma sono convinta che alla fine questo metodo di coinvolgere darà i suoi frutti: e poi è un bel modo per ‘fare’ territorio e promuoverlo. Non per niente l’hastag che preferisco è #amolamiaterra”