C’è poco da fare, un aeroporto è il biglietto da visita di una città, di una regione. Ci si forma qui la prima impressione. E, per anni, la prima impressione che riceveva chi arrivava a Roma non era delle più rosee. Si arrivava in un luogo cupo, con il soffitto basso, e i disservizi erano all’ordine del giorno.

Non più. Da qualche tempo chi arriva a Roma trova un’aerostazione molto diversa. Bagagli ritirati in pochi minuti, un’offerta gastronomica e commerciale nei terminal di altissimo livello, spazi larghissimi e un’aria di efficienza. Fateci caso.

“Sa quale è il problema? Il viaggiatore medio che arriva a Fiumicino non è un viaggiatore frequente ed anche quando ottiene la valigia in tempi brevi è più propenso a dire ‘oggi la valigia è arrivata in tempo’, piuttosto che rendersi conto che le cose sono effettivamente cambiate. Ed invece è proprio così”. A dirci queste cose con un’aria sicura è Ugo de Carolis, l’amministratore delegato di Aeroporti di Roma da quasi 3 anni, giunto qui dopo un’esperienza nella Fiat in tutto il mondo, la Fiat di Sergio Marchionne, per capirci.

“E vedi, aggiunge, non è un’opinione. Sono due anni siamo primi in Europa per qualità percepita”. E se attraversate l’aeroporto con questa consapevolezza, il senso di episodicità scompare e appare un aeroporto curato nei minimi dettagli. A partire dalla bellissima statua dell’Uomo di Vitruvio opera del maestro Mario Ceroli che, sostanzialmente abbandonata per anni, è stata restaurata in tutta la sua originaria bellezza con il coordinamento dello stesso autore, e che da sempre rappresenta un punto di riferimento e orientamento per i viaggiatori che passano dal Terminal 3.

                    

Ma non c’è solo il vestito. “Oggi transitano negli aeroporti di Roma più di 43 milioni di viaggiatori ogni anno, con 10 tratte dirette siamo una delle grandi piattaforme verso la Cina ed uno dei nostri obiettivi è portare qui le imprese cinesi interessate al mercato italiano ed europeo. E poi vogliamo diventare un hub centrale nell’area del Mediterraneo, ed è questa l’idea alla base di una Business City che è in fase di progettazione”. L’Aeroporto di Roma ha gli occhi puntati al futuro, dunque.

Ma prima di salutarci c’è tempo per guardarci indietro. Perché finalmente trovo il coraggio di chiedere ad Ugo qualcosa che mi ronza in testa da parecchio: se è parente di Ugo de Carolis, la medaglia d’oro morta alle Fosse Ardeatine a cui è intitolata una strada di Monte Mario. Sì, mi risponde, Ugo de Carolis era mio nonno ed è così che apriamo un piccolo box di ricordi. Bello quando il futuro è ben piantato nel passato.