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Tour delle imprese tappa #22: Gside dell’Università di Cassino e Leonardo Elicotteri di Anagni

Arrivo ad Anagni dopo aver fatto tappa a Cassino a visitare GSide, uno dei progetti che sono stati finanziati dalla Regione nell’ambito della sua attività a sostegno della ricerca.

Un’iniziativa in un campo pieno di futuro come quello della mobilità elettrica. Gside, in particolare, vuole sviluppare un sistema di colonnine di ricarica che funzionino ad energia solare, una soluzione che dovrebbe portare a costi di carica inferiori ed un’ottimizzazione dell’energia raccolta. Questa Università mi ha sempre colpito per la prossimità con l’impresa ed anche in questo caso, trovo le ‘tracce’ di questo rapporto. I professori che incontro sono sempre al lavoro – insieme ai loro studenti – su progetti commissionati da aziende. Me ne vado ancora più convinto che spetti all’amministrazione aiutare questo processo e che la strada intrapresa sia più semplice di quanto si pensi. Basta mettere insieme i diversi pezzi del puzzle che già ci sono.

Da lì in autostrada sino ad Anagni per visitare uno stabilimento che da tempo volevo vedere con i miei occhi. Ad attendermi, insieme al Presidente dell’ASI Francesco de Angelis, ci sono i Manager della Leonardo Helicopters: l’Ing. Marco Viola, responsabile del “Centro di Eccellenza Pale e Teste Rotore in composito”, unità industriale che raggruppa il sito produttivo di Anagni ed un altro sito speculare dislocato in Inghilterra, il responsabile dello stabilimento di Anagni, ing. Oreste Cafasso ed il responsabile delle relazioni con le istituzioni locali  Donatello Di Tullio.

La visita comincia negli uffici: le slide ci raccontano questa realtà, dove 350 persone producono ogni anno, oltre ad altri componenti, più di 2000 pale per i nuovi elicotteri da consegnare e fanno manutenzione a più o meno 1000 pale dei circa 5000 elicotteri Leonardo che volano nei cieli di 150 paesi nel mondo. È evidente che siamo nel cuore di una delle grandi eccellenze storiche dell’aeronautica italiana. Leonardo Elicotteri, infatti, è erede diretta di una delle avventure più gloriose della nostra Industria Nazionale, quella dell’Agusta, che partendo dallo sviluppo e produzione di aerei prima, all’inizio del secolo scorso,  passando per la costruzione di motociclette con la fondazione del marchio MV Agusta, poi, approdò,  negli anni cinquanta, nel settore pioneristico degli elicotteri, stabilendosi, tra l’altro, in terra ciociara con la creazione della Elicotteri Meridionali SpA.

Da lì un primo passaggio nel 2000 in AgustaWestland e, poi, l’ingresso al 100% nel gruppo Finmeccanica, ora Leonardo. Una lunga storia di produzione di elicotteri di eccellenza prodotti in undici stabilimenti dislocati tra Europa e Stati Uniti – con il cuore nella Provincia di Varese, a Cascina Costa di Samarate, dove si disegnano e si assembano per la consegna i nuovi modelli, ma con due importantissimi presidi industriali nel Lazio: quello di Anagni e quello di Frosinone..

“È un sistema di produzione pensato dall’ingegner Amedeo Caporaletti”, ex CEO e presidente di Agusta. Qui ad Anagni – uno stabilimento che nasce come Elicotteri Meridionali negli anni della Cassa per il Mezzogiorno, come molti di quelli che ci sono accanto – ci si occupa di produrre il componente più importante dell’elicottero , le pale appunto. E così la visita allo stabilimento ci porta in tutte le fasi della produzione: dall’arrivo delle fibre di carbonio e di vetro impregnate di resina, alla loro lavorazione per realizzare un prodotto leggerissimo e resistente più dell’acciaio alle successive fasi che permettono di dare forma alla pala attraverso  un processo di polimerizzazione o “cottura”, sino alla verniciatura finale.

Un sistema di produzione ad altissima tecnologia ed organizzazione pensato secondo i dettami giapponesi della “produzione snella”. Un lavoro che produce oggetti che possono essere lunghi sino a 7 metri, in cui si alternano fasi ad elevata intensità di capitale – con macchine 4.0 che operano con movenze umane – a fasi essenziali di laminazione manuale, che fanno di questo uno “stabilimento a forte contenuto umano”.

Il risultato sono dei prodotti bellissimi che debbono resistere alle condizioni più estreme e che sono personalizzati per le esigenze di ognuno degli elicotteri Leonardo che solcano i cieli: quelli che volano per scopi di servizio pubblico, come protezione civile, ricerca e soccorso o eliambulanza, quelli che permettono alle famiglie dei “Vip” di tutto il mondo di spostarsi e quelli utilizzati per le missioni militari più rischiose di peacekeping in teatri operativi.

“Lavorare per questa Eccellenza del nostro Paese è per tutti Noi  motivo di orgoglio quotidiano. Il clima di lavoro in cui viviamo lo riflette – mi dice l’ing. Viola, un ciociaro che dopo esperienze nella Leonardo Elicotteri in tutto il mondo è tornato nella sua terra – La nostra forza è anche questa: una qualità del capitale umano che porta i nostri prodotti il più vicino possibile alla perfezione”. E mentre mi mostra le pale dipinte di bianco e rosso, l’ing. Oreste Cafasso, il direttore dello stabilimento, ribadisce il concetto con orgoglio: “Il nostro benchmark è esattamente la perfezione, e anche per questo Il controllo è un momento delicatissimo dell’intera attività – spiega. Qui vengono eseguiti controlli puntuali con specifiche tecnologie su ognuna delle pale prodotte e consegnate, alla ricerca di una qualunque difettosità, la più minuscola, che potrebbe degradare le capacità prestazionali del componente, cui è direttamente legata la “sicurezza del volo”.

Un controllo che facciamo qui e che rifacciamo al momento dell’assemblaggio”. E che non si ferma qui: “vede Manzella, il Nostro punto di forza è, nel ciclo di vita della singola pala, non solo la sua produzione, ma anche la sua manutenzione – continua –  e  così siamo chiamati, successivamente, a  ripristinarne le condizioni di efficienza, spesso in tempi rapidissimi, semplicemente perché i nostri Clienti hanno esigenze di questo tipo”.

Attorno alla Leonardo Elicotteri di Anagni si è sviluppato un indotto specializzato in tecnologie tipicamente aeronautiche, che occupa sino a 300 persone e che fornisce componenti con cui si costruiscono le pale. “L’eccellenza di Leonardo Helicopters è ben rappresentata da una Eccellenza Territoriale – mi spiega l’ing. Viola – ovvero da una realtà industriale locale che vede la produzione di componenti aeronautici tecnologicamente all’avanguardia (le pale), come risultato di una elevata sinergia tra lo Stabilimento di Anagni e l’indotto locale. Questo è un effetto della nostra presenza sul territorio: accanto a noi si sono sviluppate Imprese di elevatissima qualità”

Le pale partono da Anagni ogni martedì e venerdì. La destinazione è il nord, dove sono localizzati i centri di assemblaggio ed il mezzo di trasporto sono i Tir. “Ecco perché le Nostre attenzioni sono addirittura rivolte al sistema viario di collegamento con l’autostrada: anche il costante mantenimento di un efficiente manto stradale costituisce un elemento essenziale perché possiamo portare a termine la Nostra missione settimanale.”. Il finanziamento per rifarlo è stato approvato e i lavori cominceranno tra poco, assicura Francesco de Angelis, “e vedrete che sarà data grande attenzione alla qualità del manto. Ci rivediamo tra qualche mese”.

Ci salutiamo di fronte allo stabilimento alla fine della visita. Un po’ dell’orgoglio di questa impresa pubblica mi è stato trasmesso, e, come spesso mi accade, mi dico che come politica ed amministrazione dobbiamo essere sempre più in grado di lavorare fianco a fianco con queste eccellenze, aiutarle ad essere sempre più competitive.

È qui il nostro futuro. Non altrove.

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