Un robot migliora la vita così la Regione finanzia la rete degli innovatori

di Salvatore Giuffrida per La Repubblica Roma, 30 giugno 2019

Aerospazio, cultura, scienze della vita e salute, digital, agrifood, green: è questo il futuro della nuova economia del Lazio alle prese con il passaggio dall’industria tradizionale alla digitalizzazione. A dirlo sono i numeri: in questi settori negli ultimi quattro anni la Regione Lazio ha finanziato, con i bandi per l’industria e l’innovazione tecnologica per un totale di oltre 150 milioni di fondi Ue, almeno 293 progetti realizzati da 421 imprese, 33 enti di ricerca e 101 dipartimenti universitari.

Saranno tutti riuniti giovedì prossimo nello spazio Videocittà via Guido Reni, convocati dal presidente della Regione Nicola Zingaretti e dall’assessore allo sviluppo economico Gian Paolo Manzella: l’obiettivo è fare rete tra impresa, enti di ricerca e università per formare quella che Manzella chiama la «comunità degli innovatori: l’importanza spiega l’assessore – è fare rete, avviare sinergie e collaborare: non basta erogare solo soldi ma bisogna costruire collegamenti fra il mondo imprenditoriale e accademico». D’altronde la parola d’ordine delle nuove sfide economiche, come Industria 4.0 e smart industry, è glocal: diventare global rimanendo local, ovvero facendo rete e avviando sinergie sul territorio fra soggetti e settori diversi fra loro: imprese, università, enti di ricerca. O fra cultura e digital, aerospazio e scienze della vita, sanità e agrifood. Come nel caso di Ciem, capofila di un progetto da quasi 380mila euro che coinvolge anche l’Università di Cassino e il parco scientifico del Lazio meridionale: hanno lanciato un sistema di trasporto costituito da piattaforme contigue automatizzate e flessibili a ogni linea di assemblaggio, perfette per l’industria 4.0 o la smart industry, che prevede l’interazione fra robot e operaio. Sono finiti gli anni delle tute blu e dei turni sulla linea di montaggio. L’economia del futuro si basa anche sul riuso: come nel progetto “Saxagrestone”, un programma di economia circolare per la produzione di pietre per l’arredo urbano grazie al recupero delle ceneri dei termovalorizzatori: un progetto da quasi 1,5 milioni, sviluppato a Frosinone da Saxa Greston srl.

Quasi beffardo, nella capitale sommersa da rifiuti e incapace di sfruttare le opportunità della economia digitale e dei fondi Ue. Ma a Roma non manca il genius imprenditoriale unito alla ricerca, immortalato nel film “Smetto quando voglio”: Edil cam sistemi srl presenterà giovedì il suo progetto, da 280mila euro, per rinforzare la capacità di resilienza degli edifici in caso di terremoti, smottamenti, alluvioni: tutto grazie a un nastro metallico ad alte prestazioni capace di rinforzare le fondamenta e le giunture dei palazzi. Sono solo alcuni esempi della “comunità di innovatori” che giovedì sarà convocata dalla Regione: «Crediamo molto in questa comunità – conclude l’assessore Gian Paolo Manzella – la cui ambizione è di far sentire meno soli i talenti delle nostre imprese e dei centri di ricerca. Da qui passa il futuro della nostra economia».

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