Affari e Finanza di Repubblica, 15 luglio 2019

Luigi Capello, ceo di LVenture Group: “Un’iniezione da oltre sei milioni destinata a far crescere il numero di aziende su cui interverremo”

“Il nostro è un titolo growth, con un alto tasso di crescita e alta redditività, che a medio termine può dare importanti soddisfazioni mentre, altra cosa importante, chi sottoscrive nuove azioni ha agevolazioni nel credito d’imposta del 30%, perché siamo una holding di partecipazioni che investe per oltre il 70% in startup innovative”: Luigi Capello è co-fondatore e ceo di LVenture Group, società che ha avviato la settimana scorsa un aumento di capitale per un controvalore massimo di 6 milioni e 135 mila euro, nel rapporto di un’azione nuova ogni tre vecchie azioni. Dall’8 al 19 luglio è possibile, per chi non è socio, comprare i diritti di opzione mentre per chi è socio c’è tempo fino al 25 luglio per sottoscrivere le azioni. Un’operazione che serve a trainare risorse per gli investimenti su nuove realtà imprenditoriali, che, come dice il nome, è il campo in cui opera LVenture Group.

«Ci posizioniamo nelle fasi iniziali di crescita delle startup con l’acceleratore LUISS EnLabs, selezioniamo team che abbiano dei progetti, li ospitiamo nei nostri spazi a Roma e Milano e in 5 mesi li trasformiamo in imprese che portiamo a fare risultati, una sorta di miracolo economico, con un programma di accelerazione dedicato», racconta Capello. E spiega: «Se la startup fa risultati, come è atteso, la portiamo dagli investitori. Noi continuiamo ad investire, durante il programma complessivamente 145 mila euro e, nelle fasi successive, aumentiamo il nostro investimento assieme ad altri co-investitori, come Italian Angel for Growth.

Lavoriamo poi sostenendo la startup nella crescita e aiutandola a scalare, coinvolgendo fondi internazionali». Scalability, come dicono gli anglosassoni, è termine particolarmente utilizzato nel mondo digitale, con riferimento a un sistema software, di business o altro capace di espandere in maniera esponenziale la propria crescita. Un business vincente, destinato a diffondersi ovunque e, di conseguenza, a creare grande valore. LVenture Group ha oggi in portafoglio 60 startup, tutte con prospettive internazionali, tra cui Codemotion, Manet e Togheter Price. Una startup che sta per espandersi in tutta Europa è Insoore, piattaforma di Insurtech che consente a compagnie assicurative e di fleet management di ottimizzare la gestione dei sinistri e di ottenere rilevazioni video-fotografìche in tempo reale e on demand. 

LVenture Group riceve ogni anno diverse centinaia di candidature per il  proprio programma di accelerazione: «L’ultimo semestre abbiamo ricevuto 400 domande e ne abbiamo selezionate 10», racconta Capello. II processo di screening iniziale non garantisce che tutte le startup arrivino al traguardo. Nel mondo del Venture Capitai le statistiche dimostrano come il 50% delle startup riescano a diventare imprese con risultati molto importanti.

La forza di LVenture Group è aver creato un hub, uno spazio fisico di oltre 5.000 metri quadrati all’interno della Stazione Termini a Roma, cui si aggiungono gli spazi della società presso il Milano Luiss Hub: un vero e proprio network di contaminazione virtuosa tra capitali e know-how, dove la presenza giornaliera di investitori, business angel e rappresentanti delle corporate accelera la capacità di sviluppo di impresa. La scorsa settimana, per esempio, LVenture ha dato vita al programma Urban Tech in collaborazione con la Regione Lazio e la partnership di Linkem, Sara Assicurazioni e Toyota: il programma ha l’obiettivo di selezionare e supportare le migliori startup con soluzioni innovative in ambito Smart City.

Creare impresa fa crescere il business. «Nel 2019 LVenture Group porterà a 5 milioni i ricavi, con un pareggio di margine operativo – racconta Capell-. Ci attendiamo un utile dato sia dalle rivalutazioni sia, ovviamente, da exit di startup. Un dato per illustrare meglio la crescita del nostro portafoglio è il fatturato aggregato delle nostre startup, circa 26 milioni nel 2018 e che è atteso nel 2019 a circa 39 milioni: una crescita quindi di circa il 50%, un indice che fa vedere la forza di quello che stiamo facendo. Siamo tra le aziende a più alto tasso di crescita, come certificato a livello internazionale dal Financial Times, e per l’anno prossimo ci attendiamo ancora una crescita ulteriore. Nel nostro mondo è determinante e fondamentale che allo sviluppo delle startup seguano tassi di crescita molto importanti».

Sistema Lazio, terra promessa del set e così possono rinascere anche le sale

Affari e Finanza di Repubblica, 15 luglio 2019

II nuovo bando gestito dall’agenzia che sostiene le co-produzioni internazionali tramite l’attivazione dei fondi europei deve addirittura essere anticipato per la corsa alle domande. Zingaretti: “È virtuoso’

Oltre 37 milioni di euro assegnati in quattro anni, con investimenti a cascata sul territorio per 180 milioni. Quasi 80 coproduzioni internazionali finanziate, tra cui pellicole di grande successo premiate con più di 60 riconoscimenti nazionali e non. Altri 10 milioni già stanziati per il biennio 2020/2021. E a corredo una più ampia opera di pianificazione degli investimenti e riordino delle norme, finalizzata a sostenere le produzioni nazionali, valorizzarne la vocazione interazionale, stimolare l’innovazione digitale, semplificare le trafile burocratiche e rivitalizzare le sale cinematografiche. I numeri di “Lazio Cinema International”, il bando gestito da Lazio Innova che sostiene le co-produzioni internazionali tramite l’attivazione dei fondi europei Por Fesr 2014-2020, rappresentano forse il miglior biglietto da visita del rilancio del mercato cinematografico avviato dalla Regione Lazio nel 2013. Non è un caso che il presidente Nicola Zingaretti abbia scelto la premiazione dei 16 vincitori dell’ultima finestra, andata in scena la scorsa settimana a Roma presso il polo culturale trasteverino WeGil, per ribadire il ruolo strategico del cinema nella politica economica e culturale del Lazio. «La nostra scommessa sul cinema è una scommessa sulla produttività, ma anche sulla cultura e sul territorio — ha sottolineato Zingaretti – II successo di Lazio Cinema International dimostra il virtuosismo delle iniziative che attraggono nel Lazio tanti produttori, registi e attori di fama internazionale, dando impulso al turismo e valorizzando i territori». Effettivamente, la lista delle pellicole premiate è ricca di nomi importanti: da “3 Piani” di Nanni Moretti a “Glassboy, il bambino di vetro” di Samuele Rossi, da “Gli anni belli” di Lourenco De Almeida Barbosa De Carvaiho a “Pinocchio” di Matteo Garrone, passando per “Lo spietato” di Renato De Maria.

Le 16 co-produzioni vincitrici riceveranno complessivamente 5,3 milioni di euro, a fronte di una richiesta di 10,7 milioni avanzata da 28 candidati, e investiranno di tasca propria oltre 45 milioni. La seconda finestra del bando 2018/2019 è stata aperta il 4 luglio ma di fronte a numeri così rilevanti, ha ammesso con piacere Zingaretti, la Regione Lazio non ha potuto far altro che rinnovare in anticipo l’impegno economico dell’iniziativa anche per i prossimi due anni. Del resto, la tradizione laziale della cosiddetta “settima arte” non si scopre certo ora. Secondo le rilevazioni dell’Anica, il Lazio è infatti la prima Regione italiana per numero di imprese del settore (30% del totale) e addetti ai lavori (9.800, 44% della forza lavoro nazionale). Un comparto che mediamente attrae oltre il 75% dei finanziamenti per le produzioni cinematografiche, su cui dal 2013 a oggi la Regione ha investito 102 milioni di euro tra crescita delle imprese, innovazione tecnologica e diffusione della cultura. Sia tramite iniziative di sostegno diretto (vedi il Fondo Cinema: 1.300 opere finanziate con 47 milioni, di cui 38 vincitrici dei David di Donatello tra 2014 e 2017), sia mediante progetti di supporto indiretto.

I risultati degli ultimi anni non hanno comunque saziato le ambizioni della Regione. Tra gli ambiti prioritari di intervento per il futuro spicca il salvataggio delle sale cinematografiche e non potrebbe essere altrimenti: solo a Roma, e in poco più di 10 anni, circa 50 cinema hanno abbassato la saracinesca. «Abbiamo stanziato oltre mezzo milione per tenere in vita le sale, soprattutto per sostenerne le attività multidisciplinari, e continueremo a favorire tutte le iniziative che puntano sul valore del grande schermo, coinvolgendo in particolar modo le nuove generazioni. Il cinema deve continuare a essere protagonista del lo sviluppo culturale». Un protagonismo che, ha aggiunto il presidente della Regione Lazio,«passerà sempre più anche dalla reindustrializzazione digitale del settore», come dimostrano alcuni interventi recenti: il bando Creatività 2020, che sostiene l’automazione di allestimenti e scenografie e i processi avanzati di doppiaggio e sottotitolazione, i voucher per la mobilità all’estero, i fondi per le missioni delle Pmi e gli incentivi per la formazione. Tutte iniziative che saranno presto accompagnate da un quadro legislativo più snello: il progetto di riordino delle norme regionali sull’audiovisivo, già approvato dalla Giunta, sarà votato dal Consiglio entro fine anno.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è i-numeri.png
Fonte: Affari e Finanza Repubblica