Messaggero Rieti, 18 luglio 2019

Metti intorno a un tavolo tre delle maggiori aziende del territorio – Takeda, Seko Italia, Ibm – e mettile a parlare di Rieti e del suo futuro, e del loro rapporto con un territorio che talvolta sembra dimenticare di avere in casa colossi che hanno il mondo per mercato. Il tavolo, ieri mattina, l’ha messo la Fondazione Varrone, il resto lo ha fatto l’assessore regionale allo Sviluppo Gian Paolo Manzella, che ha incontrato i manager nell’ambito dei lavori del consiglio delle imprese internazionali. Nelle stanze di Palazzo Potenziani, accolti dal presidente Toni D’Onofrio e dal vice presidente Roberto Lorenzetti, si sono ritrovati faccia a faccia l’executive di Ibm Carla Monguzzi, il presidente di Seko Stefano Folio, il business excellence manager di Baxter Manufactoring di Takeda, Michela Rapucci.

«Tutte realtà che hanno investito in questo territorio e continuano a farlo, spesso con prospettive di ampliamento che significano lavoro e sviluppo – scrive in una nota Manzella – E’ stata l’occasione per aprire un tavolo di collaborazione per il futuro di Rieti e il suo territorio. Sono emerse indicazioni interessanti sulle questioni legate all’attrattività di questa parte di territorio laziale e sulle quali lavoreremo: dalle infrastrutture alla formazione, dalla cultura di impresa al sociale. Sono certo che si tradurranno in fatti concreti, in attuazione dei principi della responsabilità sociale di impresa. Noi siamo qui per fare la nostra parte», conclude l’assessore.

Nelle stesse ore, all’assessorato al Lavoro della Regione andava invece in scena un altro film, quello del salvataggio sempre più difficile – dei 43 ex dipendenti Schneider e poi Elexos, per i quali è in scadenza la cassa straordinaria ed è aperta la procedura di licenziamento collettivo. Rsu, Fiom e Fim premono per la concessione della cassa integrazione per cessazione d’attività, col supporto della Regione – pronta a mettere in campo politiche attive del lavoro e in linea con quanto auspicato dal Ministero. Sarebbe altro tempo guadagnato in attesa di individuare un nuovo investitore in grado di reindustrializzare il sito del Nucleo. Ma Elexos è in concordato liquidatorio, e perciò l’ultima parola spetta al Tribunale, che proprio oggi valuterà la proposta avanzata dall’azienda. «Quello che ci auguriamo è che il Tribunale valuti anche i costi sociali di un eventuale licenziamento», dice amaro Luigi D’Antonio della Fiom.