L ‘ altra faccia del sisma: i fondi di Stato e Regione hanno contribuito alla nascita di nuove aziende e al rilancio di altre. Alberghi, ristoranti ma anche insediamenti industriali Oltre 750 gli investimenti, arriva il Pastificio Strampelli.

Messaggero Rieti, 15 agosto 2019

Tempo una settimana, e sarà corsa ad Amatrice – e un po’ meno ad Accumoli – per raccontare il terremoto del 2016 tre anni dopo. Facile, e giusto, indugiare sulle macerie ancora da rimuovere, sui monconi di case e paesi fantasma, come se la notte del 24 agosto non fosse mai finita. Più complicato ma necessario però è raccontare anche ciò che dopo quei giorni e i mesi terribili che seguirono è ricominciato, col sostegno e i fondi dello Stato e della Regione, perché i bandi che da allora si sono susseguiti pur complicati e complessi alla fine si sono tradotti in nuove imprese o nel supporto ad attività che già c’erano e che oggi, “grazie” al terremoto, sono più attrezzate per affrontare il futuro. Lo testimoniano le gru che si cominciano a vedere nel cielo di Amatrice: dopo quella per l’ammodernamento del Caseificio Petrucci c’è quella che segnala il nuovo Castagneto, storico albergo alle porte del paese. A Torrita è ormai prossimo all’inaugurazione il Pastificio Strampelli mentre ha già riaperto la storica trattoria “Da Santino” sebbene dallo Scandarello si sia spostata a Santa Giusta. Importanti anche gli insediamenti finanziati da Stato e Regione che si annunciano negli altri comuni del cratere: un nuovo albergo a Posta, la riapertura dell’antica distilleria Chinzari ad Antrodoco, una nuova pasticceria a Borgo Velino, a Cittaducale un nuovo impianto industriale per la produzione di apparati di distribuzione di energia elettrica e un nuovo stabilimento per la lavorazione del marmo a Cittaducale, a Leonessa un impianto per il riutilizzo dei rifiuti provenienti da costruzioni e demolizioni. Questo senza dimenticare il nucleo di Rieti, che grazie agli accordi di innovazione Mise-Regione Lazio ha visto l’ampliamento della ex Baxter (oggi Takeda), l’insediamento in città di Ibm, il finanziamento di progetti di innovazione di cui hanno beneficiato aziende storiche come Rielco, Tecnologie Future ed Eda Industries. Dal macro al micro: con 7 milioni di euro a fondo perduto la Regione ha finanziato 465 investimenti fino a 20 mila euro di piccole imprese e marchi noti (dalla Trota di Rivodutri dei fratelli Serva alla Rieti da scoprire di Rita Giovannelli), praticamente l’intera rete del micro-commercio e dell’artigianato locale. Altre 287 piccole aziende sono state supportate con prestiti fino a 25 mila euro, e altre lo saranno essendo in arrivo un altro stanziamento da 3,5 milioni, sempre regionale. Nomi e storie che la Regione ha messo insieme in un libro dal titolo “La nostra impresa è il futuro”. L’assessore regionale allo Sviluppo Gian Paolo Manzella ha fatto di più, ha cominciato a visitarle una ad una. «Girando nel reatino – dice – ho trovato tradizione ma anche innovazione, e poi tanto lavoro e tanta caparbietà. C’è un patrimonio di fiducia che la comunità reatina sta faticosamente rimettendo insieme dopo il trauma di tre anni fa. E senza fiducia nelle opportunità del presente e in quello che di buono può riservare il futuro non c’è aiuto che tenga. I nostri bandi sono diventati progetti, volti e storie di impresa. Spero che qualcuno le racconti, perché anche questa è ricostruzione».