In bocca al lupo ai Comuni per la Città della Cultura del Lazio

L’Europa ogni anno ha la sua capitale della cultura. Lo stesso fa l’Italia. E ora anche il Lazio. Sono iniziative di successo che contribuiscono a sviluppare turismo, imprese culturali, senso di identità nella cittadinanza. Cinque mesi fa ho depositato la proposta di legge per istituire la Città della Cultura nella nostra Regione. Ieri, con l’Assessore alla Cultura Lidia Ravera e Giovanna Pugliese del Progetto ABC, abbiamo presentato il bando ai comuni della Regione ed il riscontro è stato ottimo. Dietro a questo riconoscimento c’è uno spirito chiaro: è una competizione nata per spronare i territori a progettare, a coinvolgere e a studiare come valorizzare i propri beni culturali. Vuole promuovere l’imprenditoria locale, potenziare l’offerta culturale e i servizi turistici, favorire i meccanismi di riqualificazione urbana. C’è tempo sino al 10 luglio per partecipare al bando, sono sicuro che sarà un’esperienza importante per molte realtà.

Qui le info sul bando

Città della Cultura del Lazio, via alle candidature

Il 18 novembre 2016 ho depositato la proposta per istituire la Città della Cultura della Regione Lazio. L’iter burocratico è terminato e da ieri sono aperte le candidature. Un altro passo importante è stato fatto per far conoscere le eccellenze della nostra Regione e costruire un Lazio Creativo, capace di crescere con la cultura. Per il titolo di Città della Cultura 2017 la Regione Lazio assegna un contributo di 100mila euro. Il riconoscimento premierà un programma di progetti, iniziative e attività di valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale, per promuovere la crescita del turismo e degli investimenti nel territorio. Il conferimento annuale del titolo di Città della Cultura della Regione Lazio si rivolge ai comuni del Lazio, in forma singola o associata e alle unioni di comuni. Le candidature saranno valutate da una commissione composta da tre esperti nominati con decreto del Presidente della Regione che operano a titolo gratuito. Il termine di scadenza per la presentazione delle domande è il 10 Luglio.

Qui tutte le informazioni per presentare le candidature.

Terremoto, 8×1000 ai beni culturali una scelta giusta e lungimirante

Destinare l’8×1000 ai beni culturali distrutti dal terremoto è una scelta bella, giusta e di grande lungimiranza. Alla Camera dei Deputati, nella conversione del “Decreto terremoto”, è stato approvato l’emendamento Realacci attraverso il quale saranno destinati alla ricostruzione dei beni culturali distrutti dal sisma circa 2 miliardi di euro in dieci anni. In un momento in cui sempre più con la cultura si fa sviluppo, queste saranno risorse che permetteranno alle popolazioni colpite di ricostruire i loro tesori e di ripartire dalle loro radici. Un segnale importantissimo per la nostra Regione dove il terremoto ha danneggiato beni culturali di grandissimo valore e, prima ancora, simboli di appartenenza e di identità per le nostre comunità.

 

 

In Consiglio regionale depositata la prima proposta di legge sul settore culturale e creativo

Il 27 Febbraio ho depositato in Consiglio regionale la prima proposta di legge sul settore creativo e culturale. E’ una legge che vuole essere una disciplina di sistema per un settore che vale 90 miliardi di euro in Italia e quasi 15 nel  Lazio, che cresce e crea lavoro. Solo nella nostra regione sono più di 200 mila i lavoratori del settore, più di 40 mila le imprese. Designer e architetti, professionisti nei settori della moda e del cinema, delle tecnologie applicate ai beni culturali e del teatro, della pubblicità e della comunicazione. E negli altri settori dell’economia della ‘creatività’.

I punti principali della proposta di legge sono il sostegno alle imprese: grazie a contributi, supporto al ricorso al crowdfunding e assistenza tecnica. Attraverso i vouchers creativi vogliamo facilitare la collaborazione tra imprese creative e tradizionali perché  questo incontro aumenti la loro produttività e aiuti lo scambio tra culture imprenditoriali diverse.

Supportiamo poi la creazione di spazi per la nuova imprenditorialità con l’idea di mettere a disposizione di giovani e nuova impresa luoghi abbandonati, reinventati con la cultura e l’innovazione. Ma c’è anche molto altro: dalla formazione professionale, alla definizione di programmi per portare la creatività nelle scuole, sino a forme per coinvolgere i creativi nelle scelte di policy.

Dal punto di vista finanziario abbiamo previsto la creazione di un fondo ad hoc, al quale potranno concorrere le risorse della programmazione europea 2014-2020.

Per scrivere il testo della proposta di legge – la prima in Italia a livello regionale – abbiamo studiato le prassi europee cercando di tirare fuori il meglio per le caratteristiche della nostra regione ed abbiamo avuto un confronto con operatori e studiosi del settore. È un altro passo.

Dopo  LazioCreativo, già oggi uno dei programmi di eccellenza a livello regionale, vogliamo approvare la prima legge di una Regione Italiana in questo settore.

Come in Europa, anche nel Lazio ogni anno una Città della Cultura

Mi è sempre piaciuta l’iniziativa europea della Capitale della Cultura e quella italiana che ne è figlia. Mi piace l’idea di una comunità che prova a reinventarsi grazie all’investimento culturale, che investe in una candidatura che valorizzi i suoi punti di forza. Mi piace vedere una concorrenza tra città per essere selezionata e i suoi effetti in termini di costruzione di capitale sociale, di una visione condivisa tra i cittadini, di una aumento del senso di appartenenza. Per questo penso che la “Capitale della Cultura” è molto più che un concorso ed è invece un attivatore di una crescita intelligente.

Per questo ho presentato una proposta di legge per introdurre nel Lazio un meccanismo analogo ad individuare ogni anno la Città della Cultura della Regione Lazio. Mi piace immaginare una Regione che ogni anno premia la città o i comuni associati che si mettono insieme attorno ad un progetto culturale convincente, che capiscono che con la cultura e la creatività si cambia il tessuto urbano e il modo di stare insieme, che mettono insieme istituzioni, associazioni, forze produttive attorno ad un’idea di cambiamento basata sulla cultura. Mi sembra un passo in avanti per la nostra regione, che potrà portare all’attenzione tante città e comuni che oggi ancora non mettono a frutto pienamente tutto il loro patrimonio e tutta la loro forza.

Qui il testo della proposta di legge.