Dall’Europa la strada per Roma Creativa

La politica deve leggere i rapporti per avere una guida sul dove andare. Ed in questo senso i dati contenuti nel Documento “The Cultural and Creative Cities Monitor” pubblicato pochi giorni fa dalla Commissione Europea contengono alcuni spunti importanti. Il primo è che Roma non ‘esiste’ come capitale creativa a livello europeo. Se Milano è quarta (su 21) tra le grandi città e Firenze è quinta (su 36) tra le medie, Roma scivola al 17esimo posto su 21 per le grandi città e al 74esimo su 168 nella classifica generale. Elementi ancora più interessanti possono trovarsi andando a vedere i dati del rapporto nel dettaglio. L’unico ambito in cui la nostra città eccelle – e non potrebbe essere altrimenti, potrebbe dirsi  – è quello dei siti storici e archeologici. Per il resto siamo deboli nel confronto con i nostri concorrenti. Se, infatti, la nostra posizione è buona per quanto riguarda “l’Economia Creativa”, essenzialmente per la forza del settore del cinema e dell’audiovisivo e la dimensione della forza lavoro, sul resto scontiamo ancora delle difficoltà. Roma ha infatti numeri modesti nella seconda macro categoria – quella dell’ “Ambiente Culturale”, segno della necessità di investire sempre di più sulla vitalità della scena culturale romana. E, d’altra parte, vanno molto male gli indicatori che si riferiscono alla facilità di fare impresa creativa (“Ambiente Imprenditoriale”): ci sono valori modesti per quanto riguarda tolleranza e fiducia, c’è un sistema formativo poco attrattivo e non in linea con quello dei nostri principali competitor, tranne l’eccezione di qualche programma dedicato, c’è l’assenza di una governance dedicata e l’insufficienza del sistema infrastrutturale. Tutti elementi che ci indicano i nodi da affrontare in un momento in cui l’economia creativa è uno degli assi sui quali le città e le regioni metropolitane di tutto il mondo investono. Affrontiamoli. Abbiamo tutte le carte per darci una politica forte e di lunga durata su questo tema.

Dai ragazzi di Ventotene una lezione di futuro

Ventotene torna ad essere fonte d’ispirazione per l’Europa unita. Dal Festival che si è concluso ieri sull’isola pontina, dopo 4 giorni di incontri e dibattiti, è arrivato un vento di speranza e di futuro. Trenta studenti liceali di tre paesi fondatori dell’Europa – Italia, Francia e Germania – hanno lavorato ad una Dichiarazione di rilancio dei Trattati, a 60 anni dalla loro stesura. Un testo attento ai valori di solidarietà e pluralismo e con idee e stimoli per radicarli nei giovani europei. Il documento è stato consegnato alla Presidente della Camera Laura Boldrini che ha proposto di trasmetterlo ai Presidenti delle assemblee legislative di Francia e Germania. Penso sia essenziale, oggi più che mai, ricostruire lo spirito europeo a partire dai giovani. Per questo Aiccre Lazio ha partecipato e sostenuto il Ventotene Europa Festival, nella convinzione che ci sia bisogno di idee e di iniziative come questa per ricostruire un’anima europea.

L’Europa festeggia e guarda avanti

Il successo di Macron in Francia è il miglior segnale che una fase nuova si è aperta nella vicenda europea. Affermare la scelta europea come scelta fondante, denunciare l’irrilevanza dei Paesi europei senza Europa, rivendicare l’unicità della storia politica europea e la sua centralità nel mondo globalizzato. Tutto questo oggi è di nuovo vincente. Ed è il miglior modo per festeggiare la festa dell’Europa, oggi 9 Maggio. Non solo. Deve spingere ognuno di noi a lavorare, ciascuno nel suo ambito, per far capire le opportunità europee. A partire dal livello regionale, responsabile di tante politiche europee e livello di governo capace di far sentire ai cittadini la vicinanza delle istituzioni. Un passaggio tanto più importante per il Lazio, regione in cui l’Europa è nata: come ideale politico e come progetto istituzionale.

Bene sostegno a partecipanti bandi della reindustrializzazione

E’ un’ottima notizia quella data oggi in Consiglio regionale dall’Assessore allo Sviluppo economico, Guido Fabiani, in risposta ad un interrogazione del consigliere Aurigemma sui problemi relativi alle procedure di istruttoria relative ai bandi della reindustrializzazione. Saranno sospesi i termini per contestare le comunicazioni di inammissibilità con cui molte imprese avevano visto respinte le loro domande.

Il punto è che il programma di reindustrializzazione è ambizioso e complesso, ci sono nuove regole da applicare, e bisogna dare più tempo alle imprese per prepararsi. E’ una scelta tempestiva che permette di aiutare le imprese e far sì che questa occasione di investimento venga colta in pieno. Una scelta che d’altra parte ribadisce la centralità del programma di reindustrializzazione, che con questi primi 2 bandi – Life 2020 e Mobilità sostenibile e intelligente – ha destinato circa 35 milioni di euro di fondi europei per riqualificare e rafforzare il tessuto produttivo laziale.

Contratto di ricollocazione della Regione Lazio funziona

Rispondendo un’interrogazione del consigliere Simeone sul contratto di ricollocazione e l’erogazione delle relative indennità, nella seduta odierna del Consiglio regionale, l’Assessore Lucia Valente ha ribadito l’importanza di questo strumento e chiarito come ha funzionato la misura introdotta due anni fa e finanziata con risorse comunitarie.

Sono 1381 i disoccupati di lunga durata che hanno avuto il beneficio di una accompagnamento alla ricerca di un altro lavoro e di una formazione, di cui 1106 con diritto all’indennità di partecipazione perché non percettori di altre forme di sostegno al reddito. Di questi ultimi sono state già pagate le indennità a 244 destinatari. Altri 832 hanno già avuto la liquidazione che sarà pagata entro maggio. Solo 30 devono ancora vedere terminato il loro iter amministrativo.

Non solo una nuova misura che ci allinea alle migliori esperienze europee in tema di welfare, dunque, ma anche uno strumento che stiamo facendo lavorare con efficacia.