Raccontando startup e creatività nei circoli del Pd.

“Viaggio” per raccontare la scena romana dell’innovazione: da San Saba a Ostiense, dal Nuovo Salario al Laurentino, da San Lorenzo a Primavalle

“Ci avete dato una bella scossa. La voglia non mancava, ma ora abbiamo un pizzico di fiducia in più”. Siamo a metà del viaggio e ripartiamo dalle parole di Luca, musicista, rapper, tecnico del suono. Un vulcano di idee e una nuova etichetta specializzata nel vinile. L’ho incontrato al CAD di Via di Portonaccio e il suo è uno dei volti del ‘Viaggio’ che sto facendo nei circoli del Pd per raccontare la scena romana della creatività e delle startup innovative. Da San Saba a Ostiense, dal Nuovo Salario al Laurentino, da San Lorenzo a Primavalle, fino al 30 novembre.

Incontri in cui si racconta, prima di tutto, cosa sono e quanto valgono industrie creative e startup nell’economia regionale. Sì perché – lo si sa ancora troppo poco – le industrie legate alla cultura e alla creatività – la cosiddetta Economia Arancione –rappresenta il 9% del Pil del Lazio e ne fa la prima regione a livello nazionale in questa speciale classifica. Quanto alle startup innovative, siamo terzi in Italia, con Roma seconda dopo Milano, e tassi di crescita a doppia cifra.

Risultati che sono anche il frutto della convinzione che una città ed una regione moderni si costruiscono anche partendo e coinvolgendo questi due segmenti dell’economia. Per questo ad ogni incontro sono anche i protagonisti a parlare: creativi e startupper, associazioni ed imprese, manager di incubatori e Fablab. Ognuno racconta la propria esperienza e suggerisce piste di policy. E così Camilla di Midorj, che crea gioielli riciclando transistor dei computer, chiede assistenza per rispondere ai bandi e cogliere le opportunità che ci sono; i designer di Plato Design sognano un’amministrazione che metta a disposizione spazi e promuova connessioni tra i creativi; i ragazzi di Forma e Cemento – vincitori del Fondo per la Creatività – vorrebbero un settore pubblico che li aiutasse ad entrare in nuovi mercati. E così via.

Sono incontri che ‘aprono le porte’ dei circoli, che permettono uno scambio tra iscritti, imprese e giovani talenti e che ogni volta confermano che, mai come oggi, innovazione è politica; che – mai come oggi – aiutare il talento a farsi impresa, dare opportunità, governare il cambiamento sono temi centrali dell’agenda progressista.

“Io non ho mai votato Pd – premette Ettore, software designer – ma devo ammettere che la Regione mi ha aiutato tanto, non ce l’avrei fatta altrimenti”. Testimonianze che ci dicono che la strada è quella giusta, che esiste una Roma dinamica – lontanissima dal mood negativo che si respira in larga parte della città – che va aiutata a cogliere le possibilità di questo momento. Sì perché “5 anni fa tutto questo non c’era, il terreno però adesso è fertile e, se riusciremo a coltivare il talento, avremo un futuro divertente”. Parole non scontate, perché arrivano da chi sul talento ci punta davvero: Marco Trombetti, fondatore di Pi Campus, uno degli acceleratori più importanti in città.

Creatività e startup è un format nuovo: proiettiamo video e grafici, spieghiamo le iniziative della regione, parliamo di esperienze imprenditoriali. E i circoli reagiscono con grande interesse al racconto di questa Roma così viva. C’è chi si stupisce (“davvero non credevo di scoprire tutte queste novità”); chi chiede il materiale per poterlo diffondere; chi obietta che “andrebbe spiegato meglio tutto questo anche a chi ha meno strumenti”; e chi – è inevitabile – invita la Regione a fare ancora di più per snellire il peso della burocrazia.

Ma, ed è forse l’elemento più importante, ad ogni incontro si precisa la consapevolezza che queste politiche non si risolvono nel mero ‘contributo’. E che, in ballo, c’è invece molto di più: costruire una Roma innovativa, pluralista, aperta alla collaborazione.